Il controllo di Giochi Preziosi si avvia a passare in mani cinesi. Nel corso di un incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il gruppo ha confermato l’intesa per l’ingresso nel capitale della cinese Superhisen Corporation, suo principale partner manifatturiero. L’operazione, che prevede un aumento di capitale di circa 80 milioni di euro, porterebbe Superhisen ad assumere la maggioranza delle quote e la guida industriale della società, inclusa la controllata spagnola Famosa. L’accordo è ora sottoposto agli step successivi per l’approvazione definitiva.Quest’ultima mossa rappresenta il passaggio più significativo nella storia attuale dell’azienda fondata nel 1978 da Enrico Preziosi, che ha trasformato Giochi Preziosi nel principale operatore italiano del settore grazie anche alla gestione di licenze di primo piano come Disney, Fortnite e Pokémon. Se il piano verrà approvato, la ricapitalizzazione segnerà l’inizio del progressivo disimpegno della famiglia fondatrice dal controllo del gruppo.La svolta arriva al termine di anni di crescente difficoltà finanziaria. Il modello produttivo di Giochi Preziosi, fortemente dipendente dalla manifattura in Cina, è stato colpito dall’impennata dei costi del trasporto marittimo dall’Asia, a cui si sono sommati i rincari delle materie prime e dell’energia. La compressione dei margini ha progressivamente deteriorato i conti dell’azienda: a fine 2025 il gruppo registrava un indebitamento complessivo di 410 milioni di euro, perdite per 97 milioni e un patrimonio netto negativo superiore a 217 milioni.L’accordo con Superhisen rappresenterebbe il perno del piano di rilancio, ma non ne esaurirebbe il fabbisogno finanziario. I vertici della società continuano infatti a cercare ulteriori investitori in grado di sostenere il percorso di risanamento. Parallelamente, il gruppo si prepara a presentare al Tribunale di Milano il piano definitivo di ristrutturazione relativo al periodo 2027-2031.Per Giochi Preziosi non si tratta del primo ingresso di investitori esterni. Nel gennaio 2020 la società aveva ceduto una quota del 4% a un gruppo di investitori. L’operazione annunciata oggi ha però una portata diversa: non introduce soltanto nuove risorse finanziarie, ma comporterebbe il trasferimento della maggioranza azionaria e della guida industriale a un gruppo cinese.L’intesa riflette anche una dinamica più ampia. Da un lato evidenzia le criticità di imprese europee gravate da un forte indebitamento e alla ricerca di capitale per completare il proprio risanamento. Dall’altro aggiunge un nuovo caso al dibattito, sempre più presente in Italia e in Europa, sul passaggio di aziende storiche sotto il controllo di investitori esteri. In questo caso, il partner industriale che per anni ha rappresentato il principale fornitore del gruppo è destinato, se l’operazione riceverà il via libera, a diventarne anche l’azionista di riferimento.