Una gara al rialzo durata circa dieci minuti e sette offerenti in competizione: è bastato questo per trasformare uno scheletro di Tyrannosaurus Rex nel fossile più caro mai battuto all’asta. La vendita si è chiusa martedì 14 luglio da Sotheby’s a New York per 50,1 milioni di dollari, tasse e diritti d’asta compresi. La stima di partenza oscillava tra i 20 e i 30 milioni, con le offerte aperte a 19 milioni, ma il prezzo finale ha ampiamente superato ogni previsione. A vincere è stato un cliente collegato telefonicamente con Cassandra Hatton, vicepresidente della divisione Science and Natural History della casa d’aste, il cui nome non è stato reso noto.Gus, il T-Rex scoperto in South DakotaLo scheletro, vissuto circa 67 milioni di anni fa, è riemerso nel 2021 in un ranch della contea di Harding, nel South Dakota, all’interno della Hell Creek Formation, una delle aree più ricche di fossili di dinosauro del Nord America. Gli scavi sono stati condotti per tre stagioni, dal 2021 al 2023, dalla società texana Theropoda Expeditions, cui sono serviti altri due anni per pulire e assemblare i resti. Perché lo hanno chiamato GusIl nome arriva da Gary «Gus» Licking, proprietario del terreno insieme alla moglie Dana, morto nel febbraio 2022 quando gli scavi erano ancora nelle fasi iniziali. Con 11,5 metri di lunghezza e 3,8 di altezza, Gus è uno degli esemplari più grandi mai trovati: il cranio, lungo quasi un metro e quaranta, è completo all’82 per cento e mostra un segno di morso oltre ad altre lesioni da combattimento. Lo scheletro nel suo complesso, 183 ossa fossili, è completo al 61 per cento, il che ne fa il terzo T-Rex più completo al mondo dopo Sue (90 per cento, scoperto nel 1990) e Stan (70 per cento, 1987), entrambi rinvenuti sempre in South Dakota.Perché la vendita preoccupa i paleontologiLa comunità scientifica aveva messo in guardia già prima del martelletto finale. Il paleontologo Filippo Bertozzo, citato da Corriere della Sera, ha dichiarato: «L’asta potrebbe portare a una grossa perdita scientifica, speriamo che l’acquirente doni il fossile a un’istituzione pubblica. Esemplari come Gus possono rivelare una quantità enorme di dati scientifici ma se vengono tenuti fra le mura di casa di un facoltoso acquirente privato perdono il loro valore, dato che le riviste scientifiche di settore non accettano studi condotti su esemplari che non sono depositati in un’istituzione pubblica». Sulla stessa linea Simone Maganuco, collaboratore del Museo di Storia Naturale di Milano, che indica una possibile soluzione: «Non è sbagliato riconoscere il valore del lavoro e degli investimenti necessari per recuperare e preparare questi grandi fossili, ma il rischio è che vengano sottratti allo studio e alla fruizione pubblica. Forse se le cifre fossero più basse, ci potrebbero essere molti più musei tra i potenziali compratori». Anche la Society of Vertebrate Paleontology ha chiesto che reperti scientificamente rilevanti come Gus vengano affidati stabilmente a musei o istituzioni di ricerca, e non solo prestati temporaneamente.Gli altri fossili record venduti all’astaGus non è il primo dinosauro a far discutere per la cifra sborsata. Il record precedente apparteneva ad Apex, uno stegosauro battuto sempre da Sotheby’s nel 2024 per 44,6 milioni di dollari e acquistato dal finanziere Ken Griffin, che lo ha poi prestato per quattro anni all’American Museum of Natural History di New York. Nel 2020 il T-Rex Stan era stato ceduto da Christie’s per 31,8 milioni di dollari al governo di Abu Dhabi, destinato a un museo di storia naturale locale. Tra le aste esclusivamente online, il caso più costoso resta quello di Trey, un triceratopo venduto pochi mesi fa per 5,55 milioni di dollari. Repubblica ricorda inoltre come il mercato moderno dei fossili risalga al 1997, quando Sotheby’s vendette Sue, allora il T-Rex più completo conosciuto, per circa 8,4 milioni di dollari, poi acquisito dal Field Museum di Chicago grazie al sostegno di aziende e donatori. Secondo un’analisi citata da Wired, i fossili di T-Rex custoditi in collezioni private sarebbero ormai più numerosi di quelli conservati in istituzioni pubbliche.Che fine farà lo scheletro di GusPer ora il destino del fossile resta nelle mani di un acquirente rimasto anonimo. I casi di Apex e Stan dimostrano che proprietà privata ed esposizione pubblica possono convivere, ma la disponibilità futura del reperto per studi e mostre dipende sempre dalle scelte di chi lo possiede. Gus potrebbe quindi finire esposto in un museo, diventare il fulcro di una fondazione privata oppure scomparire in una collezione accessibile a pochissime persone, lasciando aperta la stessa domanda che accompagna ormai ogni grande asta di paleontologia: chi decide, alla fine, a chi appartiene la scienza.L'articolo Il caso del T-Rex venduto per 50 milioni, com’è finito all’asta Gus: che fine farà lo scheletro trovato in un ranch proviene da Open.