La difficoltà di far crescere i salari nell’Eurozona, che ormai abbiamo da circa 25 anni, è legata al funzionamento strutturale dell’economia monetaria europea.Infatti, avendo commesso l’errore strategico di aver adottato l’euro, i Paesi hanno rinunciato al tasso di cambio come strumento di aggiustamento macroeconomico e così hanno perso la possibilità di correggere squilibri di competitività attraverso la svalutazione della propria moneta, cioè del Paese di riferimento. Per cui siamo entrati in un regime che tecnicamente si definisce di cambi fissi e il riequilibrio si sposta all’interno dei singoli Stati sotto forma di una sorta di svalutazione interna, esercitando cioè una costante pressione sui prezzi, sui margini aziendali e, soprattutto, sul costo del lavoro.Questa dinamica sostanzialmente impone di limitare la crescita salariale rispetto alla produttività per mantenere la competitività sui mercati internazionali. Ve lo dico in termini semplici: quando c’era la lira si svalutava e si rimaneva competitivi. Oggi, essendoci l’euro, non si può svalutare, quindi bisogna ridurre i salari.Il caso italiano e le conseguenze del sistemaIl caso italiano, sostanzialmente, è emblematico: ristagno della produttività, impossibilità di ricorrere al cambio e, ovviamente, questo viene compensato da retribuzioni, diciamo, tendenzialmente fisse.Di conseguenza, il dibattito sui salari, cioè sugli stipendi, trascura spesso le cause strutturali. La vera sfida rimane quella di creare le condizioni affinché i redditi possano aumentare in modo sostenibile, perché sono i redditi che poi determinano la domanda interna di un Paese, cioè l’acquisto dei beni, e quindi si crea un meccanismo virtuoso.In definitiva, quindi, la stagnazione salariale non è, diciamo, un’imposizione normativa, ma è una conseguenza di un modello economico, di un sistema folle a cambi fissi irrevocabili in cui l’euro ha eliminato ogni possibilità di intervenire sui meccanismi fondamentali per gestire le divergenze tra le economie nazionali.La consulenza strategica per le impreseIo questa mattina, come al solito, vedrò una nuova impresa in consulenza strategica. Ovviamente le imprese che mi trovano dal sito valeriomalvezzi.it cosa cercano? Cercano di fare un piano strategico, e ci riescono tutte, con il quale migliorare non soltanto la produttività ma anche la qualità della vita. Perché la qualità della vita dell’imprenditore è una delle cose che è stata dimenticata in questo folle sistema.L’imprenditore viene raccontato come uno che non paga le tasse, che si diverte a licenziare. Questo racconto, che è totalmente privo di fondamento, purtroppo è entrato nell’immaginario collettivo e ha fatto il gioco dei potenti, cioè dei burocrati che governano il mondo politico, perché così creano dei meccanismi di competitività interna che non consentono di porre l’attenzione sul vero problema che vi ho descritto sopra.Malvezzi Quotidiani – L’Economia Umanistica spiegata bene con Valerio MalvezziThe post Perché gli stipendi non aumentano? La verità che nessuno racconta sull’euro appeared first on Radio Radio.