Pax Silica e AI, l’Italia resti nel solco delle alleanze. Parla Caligiuri

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“Ad oggi secondo me nessuno ha un’idea di fondo di come si svilupperà l’intelligenza artificiale e quali ricadute profonde provocherà all’interno della società. Sarà ancora più evidente in futuro una metamorfosi del mondo, dove nulla sarà come prima. Noi stiamo interpretando il fenomeno dell’intelligenza artificiale con parole, categorie mentali, concetti culturali, teorie giuridiche, pratiche educative e organizzazioni sociali che fanno riferimento a un mondo in via di estinzione”. Così a Formiche.net Mario Caligiuri, professore ordinario all’Università della Calabria, Presidente della Società Italiana di Intelligence.La presenza del direttore dell’Agenzia per l’Italia Digitale alla conferenza di Xi Jinping che segnale è, secondo la sua opinione?L’intelligenza artificiale rappresenta un fattore importante della geopolitica internazionale e, più che le iniziative singole, valgono le posizioni dei Governi.Quale il punto di vista dell’Intelligence sul tema, anche in riferimento all’ultima relazione del Sistema di informazione per la sicurezza al Parlamento sulla consistenza del governo sulla materia?La relazione ha chiarito in modo molto chiaro quali sono gli aspetti dell’intelligenza artificiale sul piano della sicurezza nazionale e sul piano dell’interesse nazionale: c’è bisogno di tenere conto di quelli che sono gli equilibri a livello mondiale e di quella che è la collocazione internazionale del nostro Paese.Tra l’altro, nella relazione annuale si legge che “il 27 agosto 2025, per la prima volta, la Comunità Intelligence italiana ha accolto l’invito di quella statunitense e sottoscritto, congiuntamente ai principali omologhi Organismi occidentali, un report (Joint Cybersecurity Advisory) che attruibuisce pubblicamente – sotto il profilo tecnico e per quanto di competenza agli Organismi di Informazione e Sicurezza – alla Repubblica Popolare Cinese la campagna di spionaggio cibernetico del gruppo APT di matrice statuale denominato “Salt Typhoon”.L’interfaccia con la strategia americana a che punto è e quali risultati può portare nel medio-lungo periodo?Bisogna tenere conto delle politiche europee attuali sull’intelligenza artificiale, ricordando che il Parlamento europeo per primo ha regolamentato questa materia incandescente. Inoltre l’Italia è stata la prima che, a livello nazionale, ha cercato di normare questo tema. Certamente non è facile regolamentare un tema che si modifica di minuto in minuto con uno strumento obsoleto e superato come la legge che è derivazione del diritto romano, ma è un tentativo che in ogni caso va fatto.Pochi giorni fa l’Italia ha firmato il Joint Statement on Artificial Intelligence Opportunity, la dichiarazione politica che accompagna la pax Silica. Che passo strategico è? Secondo me ogni iniziativa che va in questa direzione è significativa, ma teniamo conto che siamo in un contesto di grande effervescenza e, di conseguenza, di grande confusione. In Italia, due anni fa, nel rapporto dell’Eurispes si diceva che il 65% dei nostri connazionali aveva un’idea vaga o nessuna sull’intelligenza artificiale e il 35% riteneva di avere qualche idea su come funziona l’intelligenza artificiale. Personalmente, per evitare danni, io mi concentrerei su quel 35% che ritiene di avere qualche idea fondata sull’intelligenza artificiale.La competizione sull’intelligenza artificiale riguarda solo la corsa ai modelli o anche chi scriverà le regole del sistema?Noi stiamo seguendo il perimetro europeo e in questa direzione stiamo cercando di sviluppare delle politiche nazionali. Poi i rapporti bilaterali possono essere utili e devono rientrare nella strategia che ci siamo dati. Ma in ogni caso bisogna tenere conto che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è talmente accelerato che dove andremo a finire non lo sa esattamente nessuno, per cui le iniziative sono altamente significative. Ad oggi, secondo me, nessuno ha un’idea di fondo di come si svilupperà l’intelligenza artificiale e quale ricadute profonde provocherà all’interno della società. Sarà ancora più evidente in futuro una metamorfosi del mondo, dove nulla sarà come prima. E noi stiamo interpretando il fenomeno dell’intelligenza artificiale con parole, categorie mentali, concetti culturali, teorie giuridiche, pratiche educative e organizzazioni sociali che fanno riferimento a un mondo in via di estinzione.