Per parlare del libro che tutti finiscono, arrivando fino all'ultima pagina, dobbiamo partire da un caso opposto: dal libro che nessuno finisce.Non esistono prove definitive in questo senso, ma semplicemente una "cattiva" fama. Se la porta addosso Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo. È il titolo del saggio di divulgazione scientifica del fisico britannico Stephen Hawking. Un libro che ha venduto tantissimo, ma sarebbe stato abbandonato da quasi tutti quelli che lo hanno acquistato. Per avere conferme in questo senso, Jordan Ellenberg, un matematico americano, ha sviluppato (nel 2014) il cosiddetto "Hawking Index": una scala, pubblicata dal Wall Street Journal, per misurare quanto avanti vadano i lettori nella lettura di un libro prima di gettare la spugna.Ellenberg è partito dai "popular highlights" di Amazon, ovvero i cinque passaggi più sottolineati dai lettori su Kindle per ciascun titolo selezionato tra alcuni bestseller di quella stagione e classici senza tempo.Il ragionamento è questo: se un libro viene letto per intero, le evidenziazioni tendono a distribuirsi lungo tutte le pagine; se invece i lettori si fermano a metà strada, i passaggi più sottolineati si concentrano nella prima parte. L'indice si calcola quindi prendendo la pagina media in cui compaiono le cinque frasi più evidenziate e rapportandola alla lunghezza totale del volume. Un esempio: se in un libro di 200 pagine la sottolineatura media cade a pagina 100, il punteggio sarà del 50%; se cade a pagina 50, del 25%. Più il valore è basso, prima i lettori hanno gettato la spugna.Per venire al punto di questo articolo: la scala misura il "tasso di abbandono" di un libro, ma offre alcuni esempi opposti, ovvero libri che riescono a trattenere i lettori più a lungo.L'originale classifica di Ellenberg è questa:Scelte difficili, Hillary Clinton – 1,9%Il capitale nel XXI secolo, Thomas Piketty – 2,4%Infinite Jest, David Foster Wallace – 6,4%Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo, Stephen Hawking – 6,6%Pensieri lenti e veloci, Daniel Kahneman – 6,8%Facciamoci avanti, Sheryl Sandberg – 12,3%Flash Boys, Michael Lewis – 21,7%Cinquanta sfumature di grigio, E. L. James – 25,9%Il grande Gatsby, F. Scott Fitzgerald – 28,3%La ragazza di fuoco, Suzanne Collins – 43,4%Il cardellino, Donna Tartt – 98,5%Basta ribaltarla per ottenere la risposta alla domanda implicita in questo articolo.Il cardellino: il romanzo che tutti leggono fino in fondoIn Il cardellino (pubblicato in Italia da BUR) tutte e cinque le sottolineature più popolari cadono nelle ultime venti pagine. Si tratta della storia di un giovanissimo sopravvissuto a un attentato terroristico. Rimasto da solo a New York, va ad abitare in casa di una famiglia molto ricca. Mentre si adatta a un nuovo mondo che non conosce e fa i conti con un grave lutto, trova consolazione in un piccolo quadro dal fascino singolare. Da lì in poi, il suo futuro diventa un vortice di salotti altolocati, amori e vita criminale, spinto in avanti da un'incontrollabile pulsione autodistruttiva.RIZZOLI NARRATIVA Il cardellinoRIZZOLI NARRATIVA Il cardellinoIl cardellino non è neanche breve: con le sue quasi 900 pagine dell'edizione italiana, si porta vicino alle dimensioni di Infinite Jest, che in questa misurazione fa molto peggio.Daniele Venturelli//Getty ImagesDonna Tartt, autrice del Cardellino.Alcuni avranno notato che il saggio di Hawking non è il libro più abbandonato della classifica a cui dà il nome: quel titolo è toccato a Scelte difficili, il memoir di Hillary Clinton, anche se Ellenberg stesso ha scritto che il metodo non era per niente scientifico e serviva solo a divertirsi.Giuseppe GiordanoGuardo film e gioco a videogiochi, da un certo punto della vita in poi ho iniziato anche a scriverne. Mi affascinano gli angolini sperduti di internet, la grafica dei primi videogiochi in 3D e le immagini che ricadono sotto l’ombrello per nulla definito della dicitura aesthetic, rispetto alle quali porto avanti un’attività di catalogazione compulsiva che ha come punto d’arrivo alcuni profili Instagram. La serie TV con l’estetica migliore (e quella migliore in assoluto) è comunque X-Files, che non ho mai finito per non concepire il pensiero “non esistono altre puntate di X-Files da vedere per il resto della mia vita”. Stessa cosa con Evangelion (il manga).