di Dora Renzulli * – In occasione della seconda edizione dell’evento “Private Equity Connect”, Forvis Mazars ha riunito esperti del settore per analizzare come stanno cambiando le strategie di investimento tra instabilità geopolitica, transizione tecnologica e sostenibilità.Milano, 20 luglio 2026 – Il mercato del Private Equity sta vivendo una stagione di profonda evoluzione, confermandosi come uno dei fattori propulsori primari dell’economia reale, capace di incidere direttamente sulla competitività e sull’innovazione del tessuto produttivo. In questo contesto, oggi più che mai, la geopolitica internazionale rappresenta il fattore che incide direttamente sulle decisioni di investimento, sulla competitività delle imprese e sulla creazione di valore nel lungo periodo. La ridefinizione degli equilibri a livello mondiale, la riconfigurazione delle catene di fornitura, la crescente attenzione alla sicurezza degli approvvigionamenti e la competizione tecnologica stanno infatti modificando profondamente il modo in cui investitori e imprese valutano rischi e opportunità.Questi i temi al centro della seconda edizione del “Private Equity Connect”, l’appuntamento italiano promosso da Forvis Mazars, gruppo leader nei servizi professionali di audit, tax e advisory, che ha favorito il confronto strategico tra autorevoli esperti del settore, esponenti del mondo bancario e vertici aziendali, per decodificare la complessità del mercato odierno e trasformarla in driver concreti di sviluppo industriale. L’iniziativa si inserisce nel percorso di analisi sul settore avviato dal Gruppo con il proprio Global Private Equity Report annuale, che dedica un approfondimento anche al mercato italiano e ai principali trend destinati a influenzarne l’evoluzione.Nel corso del confronto è emerso come il valore delle imprese dipenda sempre più dalla capacità di adattarsi a uno scenario internazionale caratterizzato da instabilità geopolitica, innovazione tecnologica e trasformazione delle filiere produttive. In questo contesto, la diversificazione si conferma una leva strategica fondamentale per rafforzare la resilienza, cogliere nuove opportunità di crescita e orientare le scelte dei leader aziendali lungo l’intera catena del valore. Inoltre, integrare una due diligence geopolitica sistematica nei processi aziendali per comprendere l’evoluzione degli equilibri globali, valutare la solidità delle catene di fornitura e misurare la resilienza dei modelli di business costituisce oggi un elemento essenziale per orientare gli investimenti e proteggere il valore degli asset nel tempo.A fare chiarezza sul tema è stato Alessandro Pozzi, professore a.c. di Geopolitica per la Difesa e Sicurezza al Politecnico di Milano: “Quello che stiamo vivendo non è disordine: è un ordine nuovo, con regole profondamente diverse e le regole, a differenza del caos, si possono imparare. La sicurezza ha battuto l’efficienza, la geografia del valore segue le alleanze e non solo i prezzi, standard e materie prime critiche sono diventati strumenti di potere, e il capitale stesso è ormai politica estera. Per chi investe, il rischio più grande oggi non è la volatilità, che si può prezzare e gestire: è leggere il nuovo scenario con le lenti del vecchio. Per questo agli investment committee non servono previsioni, ma le domande giuste, a partire da quella più scomoda: chi potrà comprare questo asset tra cinque anni?”.In questo contesto, il “Private Equity” rafforza il proprio ruolo di capitale paziente, capace di accompagnare la crescita delle imprese attraverso una governance solida, una visione strategica di lungo periodo e una stretta collaborazione con il sistema bancario. Tematiche anche al centro dell’assemblea ABI svoltasi la scorsa settimana, dove il Governatore della Banca d’Italia ha ribadito l’urgenza di sostenere l’innovazione più rischiosa attraverso investimenti pazienti capaci di affiancare le PMI nel loro percorso di crescita.Fondi e istituzioni finanziarie affiancano così gli imprenditori come partner dello sviluppo, favorendo investimenti, aggregazioni industriali e percorsi di crescita sostenibile. Tale approccio ridefinisce il concetto di sostenibilità, che smette di essere un mero costo di conformità per diventare un investimento strategico nella resilienza delle filiere, permettendo a investitori e imprese di fare sistema e proteggere il valore degli asset dagli shock globali.Alessandro Motta Partner & Co-Leader Private Equity, Forvis Mazars in Italia ha concluso “In uno scenario in cui le filiere globali stanno cambiando rapidamente, il confronto tra imprese, investitori e sistema finanziario diventa un elemento essenziale per costruire nuove opportunità di crescita. Con la seconda edizione del Private Equity Connect abbiamo voluto favorire questo dialogo, riunendo relatori di altissimo profilo e i principali protagonisti del settore per condividere analisi, esperienze e riflessioni concrete sulle sfide e sulle opportunità che attendono il mercato. Grazie alla nostra presenza multidisciplinare – dal financial advisory all’audit, dai servizi fiscali e legali alla contabilità – e alla nostra esperienza nel settore Private Equity, siamo al fianco degli operatori per affrontare queste trasformazioni”.* ad Mirabilia.