L'altro giorno parlavo (discutevo) di clima con un amico: mi raccontava che negli anni Sessanta si imbarcava con tutta la famiglia per il mare, su una macchina (ovviamente) senza aria condizionata sulla quale viaggiava per ore in mutande, con le finestre spalancate a far entrare ancora più caldo. La notte, stessa storia: niente aria condizionata, solo tante docce per cercare di dormire. «Ora ci siamo abituati a case e automobili sempre fresche, e quando usciamo ci sembra molto più caldo», sosteneva. È davvero così, oppure fa davvero (molto) più caldo rispetto a cinquant'anni fa? Cerchiamo di capire cosa dicono i fatti, dati alla mano.. Per prima cosa, rispondiamo subito a questa domanda: fa più caldo, o è solo un'impressione? Secondo i dati del World Weather Attribution, un'iniziativa scientifica che mira a capire quanto i cambiamenti climatici influenzino gli eventi meteorologici estremi, giugno 2026 ha avuto temperature tra i 5 e i 12 °C superiori alle medie stagionali in Francia, Germania, Italia, Spagna e Inghilterra meridionale. Dunque sì, fa davvero più caldo.. Un concetto chiave: l'aumento della temperatura mediaLa responsabilità di queste temperature così elevate e degli eventi estremi come il caldo dell'ultima settimana di giugno (cui l'OMS attribuisce la responsabilità della morte di oltre 1.300 persone in Europa) è l'aumento della temperatura media globale, accelerata dall'effetto serra causato dall'emissione di gas inquinanti. Come spiega il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, «gli eventi di caldo estremo si verificano anche all'interno della variabilità climatica naturale; tuttavia, l'aumento della frequenza, della durata e dell'intensità di questi eventi negli ultimi decenni è chiaramente collegato al riscaldamento osservato del pianeta».. Per capire a cosa facciamo riferimento quando parliamo di "temperatura media globale", facciamo un esempio apparentemente fuori tema. Se lancio un granello di sabbia in aria per un centimetro, il cambiamento è irrilevante. Ma se sollevo un'intera spiaggia di un centimetro, e questa spiaggia d'ora in poi rimarrà in quella posizione, allora il cambaimento è molto più significativo.. Con il clima funziona allo stesso modo: se per un giorno d'estate ci sono 31 °C invece di 30 °C, non se ne accorge nessuno. Ma se la temperatura media annuale misurata nei capoluoghi di regione italiani passa da 14,5 °C nel periodo 1971-2000 a 15,8 °C nel decennio 2011-2021 (dati ISTAT), la variazione diventa importante: è il segno di uno spostamento sistematico del clima verso l'alto, che si traduce anche in un aumento dei giorni di calore estremo e in una "nuova normalità" di maggior caldo.. L'aumento della temperatura media (che – lo ricordiamo – è a +1,4 °C sui livelli preindustriali globalmente, ma già a +2,5 °C nel Vecchio Continente) è uno dei fattori responsabili degli eventi climatici estremi che stiamo vivendo negli ultimi anni, e della cupola di calore che ha coperto l'Europa questo giugno.. Ma cinquant'anni fa un caldo simile sarebbe stato possibile?La prova definitiva che il caldo che attanaglia mezza Europa è in gran parte colpa nostra viene dai risultati di uno studio del World Weather Attribution, che ha messo a confronto le temperature di questo giugno 2026 con quelle che si sarebbero potute registrare in passato, a parità di condizioni atmosferiche.Il risultato è lampante: nel 1976, quando furono stabiliti alcuni dei precedenti record europei, temperature come quelle di giugno 2026 sarebbero state praticamente impossibili, non solo a giugno ma in qualsiasi periodo dell'anno. Anche nel 2003, l'anno − lo ricorderete − della prima grande ondata di calore di questo secolo, un caldo diurno come quello attuale sarebbe stato comunque circa dieci volte meno probabile di oggi. Per le temperature notturne il divario è ancora più ampio: un evento come quello di questo giugno sarebbe stato più di cento volte meno probabile nel 2003.. In termini di gradi, lo studio stima che le temperature di un'ondata di calore equivalente a quella attuale sarebbero state inferiori di circa 3,5 °C di giorno e di 2,4 °C di notte nel 1976, e di circa 2 °C di giorno e 1,3 °C di notte nel 2003.Se è vero dunque che la configurazione atmosferica che ha portato questo caldo è legata a fenomeni naturali, come l'anticiclone subtropicale africano, quello che è cambiato è il punto di partenza – un Pianeta già surriscaldato dalla nostra presenza..