Mer, 15 Lug 2026L’istanza ha già ottenuto il parere favorevole della Procura generale e prevede una condanna complessiva a otto anni di reclusione.DiRedazioneCondividi l'articolo(Foto: Marco Luzzani/Getty Images)Nuovo capitolo giudiziario nell’inchiesta Doppia Curva. Luca Lucci, ex leader della Curva Sud del Milan arrestato nel maxi blitz del settembre 2024 coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, ha chiesto di accedere al cosiddetto concordato in appello, l’istituto che consente di definire il procedimento con un accordo sulla pena.La richiesta è emersa nel corso della prima udienza davanti alla terza sezione della Corte d’Appello di Milano, nel procedimento celebrato con rito abbreviato. L’istanza ha già ottenuto il parere favorevole della Procura generale e prevede una condanna complessiva a otto anni di reclusione, con una riduzione di due anni rispetto ai dieci inflitti in primo grado. La decisione spetterà ora ai giudici, che torneranno a esaminare il caso a partire dall’udienza del 17 settembre.La strada del concordato in appello è stata percorsa anche da altri sette imputati del filone principale dell’inchiesta, tutti ad eccezione di Giuseppe Caminiti, limitatamente all’accusa di associazione per delinquere. Per Lucci e per il suo ex vice Daniele Cataldo, invece, il concordato non riguarda il capo d’imputazione relativo al tentato omicidio dell’ultrà milanista Enzo Anghinelli, avvenuto nel 2019. L’ex capo della Curva Sud, infatti, mantiene il ricorso su questa contestazione, mentre rinuncia agli altri motivi d’impugnazione. Parti civili nel processo sono Inter, Milan e Lega Serie A.Nel corso dell’udienza è stato inoltre depositato un verbale del 4 giugno davanti al pubblico ministero Paolo Storari, nel quale Daniele Cataldo ricostruisce il proprio coinvolgimento nell’agguato ad Anghinelli. Secondo quanto dichiarato dall’ex vice di Lucci, sarebbe stato Rosario Alibrandi, nel frattempo deceduto e conosciuto durante la detenzione nel carcere di Opera, a chiedergli di trovare qualcuno disposto a «dare una lezione» ad Anghinelli, definito una «pessima persona».Cataldo ha spiegato di aver organizzato l’azione insieme a un uomo soprannominato “Tuccio”, descritto come un trafficante di droga del quale non conosce il nome. Secondo la sua versione, il piano prevedeva di ferire Anghinelli alle gambe. «L’accordo era di dargli due colpi alle gambe, non certo in faccia», avrebbe dichiarato Cataldo, aggiungendo di essere stato alla guida dello scooter mentre “Tuccio” impugnava la pistola. Sempre secondo il suo racconto, il complice non avrebbe rispettato il piano originario, esplodendo invece un colpo alla testa della vittima. Anghinelli venne gravemente ferito mentre si trovava fermo in auto a un semaforo nella zona di Porta Romana, a Milano.Per il tentato omicidio era stata emessa un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Lucci e Cataldo. Secondo l’accusa, l’ex capo della Curva Sud sarebbe stato il mandante dell’agguato. Un ruolo che, tuttavia, Cataldo esclude nelle dichiarazioni rese ai magistrati.Lucci, già condannato in un altro procedimento a oltre 18 anni di reclusione per traffico di droga, ha rinunciato in appello a tutti i motivi di impugnazione, fatta eccezione proprio per quello relativo al tentato omicidio.Developed by 3x1010