Antonio Conte: «Il calcio è cambiato, vince chi è completo. L’Italia? Meno chiacchiere e più fatti»

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Parla l’ex CT: il bilancio sul Mondiale, il duello Inghilterra-Argentina e il futuro del calcio globalizzatoNell’attesa di capire il suo futuro, anche se in questo momento il ticket Maldini-Leonardo sembrerebbe più propenso sul nome di Andrea Pirlo, Antonio Conte ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Il Mondiale e ciò che ha suscitato è il centro dell’approfondimento di un tecnico che il calcio lo conosce e lo studia.LEGGI ANCHE: le ultime notizie in Serie AINGHILTERRA-ARGENTINA «Davvero incerta, quindi il pronostico è diviso a metà. L’Inghilterra è molto forte, ha trovato in Anderson un grande equilibratore. E quando vuole diventare più offensivo, Tuchel arretra Bellingham e inserisce Eze o Rogers sulla trequarti. L’Argentina è una squadra tosta, quella con il cuore più grande tra le nazionali del Mondiale. Il gruppo di Scaloni è consolidato: il ct ha puntato sui fedelissimi di Messi, che mettono la maglia e l’amore per Leo davanti alle ambizioni personali. Una squadra dallo spessore umano notevole, con una sinergia impressionante e tantissima garra».COSA COLPISCE OGGI DI LAUTARO «La sua crescita continua, unita a personalità e carisma. C’è un’Inter con Lautaro e una senza: la sua presenza sposta tantissimo gli equilibri. L’azione di Lautaro nel terzo gol dell’Argentina all’Egitto è passata un po’ inosservata, ma è stata pazzesca: ha risalito il campo, ha difeso la palla, ha aspettato l’arrivo di Enzo Fernández e gli ha servito un cross perfetto. Non ti aspetti una giocata del genere da un numero nove. Inoltre, sia lui che Álvarez hanno capito di poter essere importanti anche giocando solo pochi minuti. Hanno messo il proprio ego al servizio del gruppo: bravissimi loro e bravissimo Scaloni a convincerli».IL CALCIO DOPO IL MONDIALE «Il calcio ormai si è globalizzato. Oggi non esistono più squadre impreparate dal punto di vista tattico: chiunque ha un’organizzazione difensiva di buon livello. In passato, ad esempio, le nazionali africane esprimevano grandi talenti ma concedevano molto dietro per mancanza di equilibrio e disattenzioni. Adesso è difficile giocare contro chiunque perché gli spazi sono ridottissimi».SORPRENDE LA TENDENZA AL BLOCCO BASSO «No, anzi, sono contento di averla vista. Ogni squadra deve essere consapevole del proprio potenziale per farlo emergere al meglio. Il miglioramento tattico generale è sotto gli occhi di tutti, e sia chiaro che il blocco basso lo fanno tutti, non solo le squadre sulla carta meno forti. Se vuoi vincere, devi saper difendere bassi: non c’è discussione. Il segreto sta nel saper cambiare atteggiamento e interpretare i momenti della partita. Guardate la Norvegia contro l’Inghilterra: per mezz’ora ha lasciato il pallone agli avversari, con Haaland che diceva ai compagni di rimanere bassi e coprire le linee di passaggio. Poi hanno cambiato registro e avrebbero potuto vincere: l’Inghilterra è stata sorpresa e ha rischiato di subire il raddoppio su quell’asse Sørloth-Haaland».COME SI SCARDINA UNA DIFESA COSI’ «Con i cambi di gioco, andando a cercare costantemente il lato debole per creare situazioni di uno contro uno. Poi servono i tiri da fuori area, dai venti o venticinque metri, e gli inserimenti senza palla. Se non proponi queste soluzioni, la manovra diventa piatta e prevedibile».VEDREMO MENO PRESSIONE NEL FUTURO «Ci sarà ancora, ma non in modo continuo. Al Mondiale se n’è vista poca, forse anche a causa del grande caldo, mentre nei campionati o nelle coppe europee è più frequente. Per essere davvero efficace, però, la pressione va fatta uomo su uomo, altrimenti il rischio di essere saltati è altissimo».VINCE CHI DIFENDE MEGLIO «Sì, a patto però che non ci si limiti a difendere, ma si provi a imporre le proprie idee in avanti. Nelle fasi calde di ogni torneo il risultato conta più dell’estetica. Vale anche per la Champions League: basti pensare alla semifinale tra PSG e Bayern Monaco. Undici gol complessivi, di cui nove nei primi 68 minuti dell’andata e solo due nei restanti 112. Nessuno può essere felice di subire quattro o cinque gol, anche se ne segna altrettanti. Vince chi è completo, chi attacca con coraggio e difende con intelligenza, comandando la partita in entrambe le fasi».I GIOCATORI SORPRESA «Mi sono piaciuti molto Hassan, l’esterno dell’Egitto; Ayyoub Bouaddi, il giovanissimo centrocampista del Marocco; e Oulai, il mediano della Costa d’Avorio».LA NAZIONALE «Sulla Nazionale si è parlato fin troppo. Adesso è arrivato il momento dei fatti, non delle chiacchiere e della politica. Non possiamo permetterci di saltare tre Mondiali di fila: è stata compiuta una vera e propria impresa al contrario».