Il centrocampista viola si racconta: «Ringrazio Paratici per la fiducia. Con Grosso vogliamo costruire un grande futuro»Ha 21 anni, è una delle speranze della Fiorentina di oggi e di domani, ha molti estimatori che lo stanno osservando: Cher Ndour, centrocampista, si è raccontato a La Gazzetta dello Sport.LEGGI ANCHE: le ultime notizie in Serie AMAMMA ITALIANA, PAPA’ SENEGALESE «Essere cresciuto con un mix di culture differenti mi ha aiutato a prendere decisioni che a 16 anni non sono così scontate, come andare all’estero. Sono molto aperto mentalmente, mia madre all’inizio non era entusiasta poi mi ha assecondato».RUOLO «All’inizio ero attaccante, poi al Brescia Giovanni Valenti, allenatore pure di Balotelli, mi spostò in mezzo».L’IDOLO «Cristiano Ronaldo per mentalità, ma nel mio ruolo ho sempre amato Pogba. Giocatore fantastico».A 13 ANNI HA DETTO NO ALLA JUVE «Non mi pento mai delle scelte che faccio. In quel momento era giusto restare all’Atalanta, dove ero entrato nel vivaio a 10 anni. Ero troppo piccolo per trasferirmi in convitto. La Juventus poi l’ho battuta ai rigori in semifinale di Youth League col Benfica e quest’anno ho segnato allo Stadium: la gioia più grande insieme alla rete all’Inter, forse un pizzico in più per la rivalità storica tra le tifoserie».A 16 ANNI AL BENFICA «Per carattere io tendo a sedermi, ho bisogno di stimoli. Il Benfica lavora bene con i giovani, ho detto sì anche grazie ai miei genitori che mi hanno seguito. I primi mesi sono stati duri, c’era il Covid e facevamo tutto in videochiamata».LA FIORENTINA «I 5 anni e mezzo all’estero mi hanno fatto crescere come persona e maturare. Parlo 4 lingue e ho giocato in 4 campionati diversi. La Fiorentina è un grande club, ha un centro sportivo di altissimo livello e punta sui giovani».LA SCELTA DELLA NAZIONALE «L’Europeo è stata un’esperienza fantastica con Alberto Bollini, con cui ho un bellissimo rapporto. L’Under 20 del Senegal mi ha cercato con grande insistenza e mi ha fatto venire voglia di partecipare. Io sono nato e cresciuto in Italia, le mie radici sono qui al 90%. Due anni fa siamo andati in Senegal ed è nata questa opportunità, ma avevo già scelto».PERCHÉ I GIOVANI FANNO FATICA AD EMERGERE «Il divario tra Primavera e prima squadra è troppo elevato, all’estero hanno le seconde squadre che ti permettono di restare in un top club e sfruttare le opportunità».PREGI E DIFETTI «So ascoltare e sono consapevole di avere difetti. Il mio punto debole è il colpo di testa: sono alto ma non lo sfrutto».PUNTO FERMO DELLA VIOLA «Mi rende orgoglioso. Ringrazio Paratici per la fiducia, è la conferma che Firenze è la scelta giusta».IL VOTO ALLA SUA STAGIONE «Non più di 6-6.5, perché la squadra viene prima di tutto e non abbiamo fatto bene».HA AVUTO PAURA DI RETROCEDERE «Non ho mai pensato che non ce l’avremmo fatta ma la situazione era drammatica: eravamo forti ma ultimi. Col cambio di modulo c’è stata la svolta».LA POSIZIONE IDEALE «Mezzala nel 4-3-3, destra o sinistra è uguale».FABIO GROSSO «Non abbiamo ancora parlato in privato, ma è giovane e ha idee molto propositive. Dobbiamo seguirlo e fare bene. Siamo una squadra giovane, vogliamo costruire qualcosa di bello a lungo termine».