Cassazione, anche un mazzo di fiori può diventare stalking

Wait 5 sec.

Un mazzo di fiori accompagnato dagli auguri per il buon onomastico può apparire come un gesto innocuo. Ma può assumere il carattere di una molestia quando arriva da una persona che ha già tenuto comportamenti persecutori e si inserisce in una nuova sequenza di iniziative indesiderate. A stabilirlo è la quinta sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza numero 13521/2026.Il caso dei due mazzi di fioriLa vicenda esaminata dai giudici e riportata dall’Agi riguarda l’invio alla persona offesa di un primo mazzo di fiori, accompagnato da un biglietto con gli auguri di buon onomastico. Dopo il primo bouquet, era però seguito un secondo omaggio floreale, questa volta corredato da espressioni volgari e ingiuriose.Tutto va contestualizzato: nel caso in esame c’erano dei “precedenti”: in particolare, c’era una condanna per stalking. È alla luce di questo contesto che i giudici di merito avevano considerato molesto anche l’invio dei fiori, valutazione ritenuta corretta anche dalla Suprema Corte.La Cassazione ha quindi ribadito che, per stabilire se un comportamento costituisca una molestia, non ci si può limitare a considerare il singolo gesto in modo isolato. Occorre valutarne il significato all’interno della relazione tra autore e vittima, tenendo conto degli episodi precedenti, della ripetizione delle condotte e della loro capacità di creare un clima intimidatorio e ostile.Insulta la ex nel proprio stato di Whatsapp, per la Cassazione è stalking anche se il numero è bloccatoQuando un gesto apparentemente innocuo diventa una molestiaSecondo il principio richiamato dalla Corte, nella nozione di molestia può rientrare qualsiasi indebita interferenza, diretta o indiretta, nella vita privata e nelle relazioni della persona offesa, quando sia in grado di comprometterne la serenità e la libertà psicologica.Questo non significa che regalare dei fiori a una persona che non li desidera costituisca automaticamente un reato. Il punto non è il valore romantico o apparentemente cortese del gesto, ma il messaggio che assume nel caso concreto. Un regalo può diventare uno strumento di pressione quando rappresenta un nuovo tentativo di entrare nella vita della vittima nonostante il suo rifiuto oppure la prosecuzione di comportamenti già riconosciuti come persecutori.Nel caso affrontato dalla Cassazione, dunque, non è stato il mazzo di fiori in sé a determinare la valutazione dei giudici, ma la successione dei due invii, il contenuto offensivo del secondo biglietto e l’esistenza di una precedente condanna per stalking.Cosa prevede il reato di stalkingIl reato di atti persecutori, disciplinato dall’articolo 612-bis del Codice penale, scatta in caso di condotte reiterate di minaccia o molestia. Queste devono provocare nella vittima un grave e perdurante stato di ansia o paura, generare un fondato timore per la propria incolumità o per quella di una persona vicina, oppure costringerla a cambiare le proprie abitudini di vita. La pena prevista va da un anno a sei anni e sei mesi di reclusione, salvo che il fatto costituisca un reato più grave.Anche comportamenti che, considerati singolarmente, potrebbero essere leciti possono quindi contribuire a integrare il reato quando diventano parte di una sequenza insistente e invasiva. L'articolo Cassazione, anche un mazzo di fiori può diventare stalking proviene da Open.