Chi è Cinzia Marchese, nuova presidente di Fondazione Tech e Biomedical

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Nuova governance per la Fondazione Tech e Biomedical. Con un Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, firmato dal sottosegretario Alfredo Mantovano su delega della presidente del Consiglio, sono stati nominati il presidente e i componenti del Consiglio direttivo dell’ente. Assume la presidenza Cinzia Marchese, su indicazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il ministro della Salute e il ministro dell’Università e della Ricerca. Del nuovo Consiglio direttivo fanno inoltre parte Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino e professore ordinario di Malattie infettive all’Università di Genova, indicato dal Mur, Francesca Raimondi, direttrice della Cardiologia 2 dell’Ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo, designata dal ministero della Salute, e Stefano Massari, già nel Cda di Cdp venture capital, su proposta del Mimit.Il profiloProfessoressa ordinaria di Scienze e tecniche di medicina di laboratorio alla Sapienza Università di Roma, Marchese vanta una lunga carriera accademica e istituzionale nel settore delle biotecnologie e della ricerca biomedica. Oltre a dirigere attività cliniche e di ricerca presso il Policlinico Umberto I, ha ricoperto numerosi incarichi presso le amministrazioni centrali, tra cui quello di componente del Comitato tecnico sanitario del ministero della Salute, del nucleo di esperti per la politica industriale biofarmaceutica del Mimit e di coordinatrice di diversi organismi di valutazione della ricerca del ministero dell’Università e della Ricerca.La fondazioneMarchese assume così la guida della Fondazione chiamata a sostenere il trasferimento tecnologico e lo sviluppo industriale nei settori ad alta intensità di innovazione. Nel comparto delle life sciences, l’ente interviene su startup, spin-off, Pmi innovative e poli di alta specializzazione, con l’obiettivo di avvicinare la ricerca accademica alle successive fasi di sviluppo e produzione. Può operare direttamente o insieme a investitori pubblici e privati, anche per rafforzare la capacità produttiva nazionale nel biomedicale e attrarre nuovi investimenti in ricerca e sviluppo. Nel 2024 la Fondazione ha investito 91 milioni di euro, saliti a 120 milioni nel 2025.