Angelini Pharma completa l’acquisizione di Catalyst Pharmaceuticals e rafforza la propria presenza negli Stati Uniti, facendo un passo decisivo nel percorso che punta a trasformare l’azienda italiana in un operatore globale nei settori della salute del cervello e delle malattie rare. L’operazione, annunciata a maggio e valutata complessivamente 4,1 miliardi di dollari, porta all’interno del gruppo il portafoglio e l’infrastruttura commerciale della società statunitense, specializzata nelle malattie neurologiche e neuromuscolari rare.Dagli Stati Uniti una nuova dimensione globaleCon Catalyst, Angelini Pharma acquisisce una presenza commerciale diretta negli Stati Uniti e competenze consolidate nell’ambito delle patologie neurologiche rare. Il portafoglio della società americana sarà integrato con l’esperienza scientifica e terapeutica sviluppata dal gruppo italiano nella Brain health, dando origine a una piattaforma più ampia dalla quale accelerare lo sviluppo e la diffusione dei trattamenti. “È un traguardo di cui sono orgoglioso e un nuovo capitolo in un percorso iniziato cinque anni fa con un obiettivo ambizioso: costruire un’azienda più internazionale, capace di generare un impatto concreto nella Brain Health e sulle malattie rare”, ha commentato su LinkedIn Sergio Marullo di Condojanni, amministratore delegato di Angelini Industries.Le competenze delle due aziende, secondo il Ceo, sono complementari. “Catalyst Pharmaceuticals porta con sé una profonda expertise nelle malattie neurologiche rare; Angelini Pharma porta decenni di heritage scientifico al servizio dei pazienti e delle istituzioni sanitarie”. Dalla loro integrazione nasce “una piattaforma più solida per accelerare l’innovazione e raggiungere sempre più pazienti, più velocemente”.L’accesso al mercato statunitense offre inoltre al gruppo una base dimensionale e commerciale diversa rispetto al passato. “L’ingresso negli Stati Uniti ci dà la dimensione necessaria per sostenere la prossima fase di crescita”, ha sottolineato il manager, precisando tuttavia che “l’Italia rimane un hub strategico per il Gruppo”.L’acquisizione si inserisce in un movimento più ampio che vede diverse imprese farmaceutiche italiane rafforzare la propria presenza diretta negli Stati Uniti, non soltanto per accedere al mercato, ma anche per acquisire tecnologie, portafogli di prodotti e capacità di sviluppo maturate nell’ecosistema biotech americano.Un processo richiamato nei mesi scorsi anche da Paolo Gaudenzi, consigliere per la cooperazione scientifica presso il Consolato italiano a Boston. “Le aziende italiane si stanno affermando sempre più come protagoniste internazionali del settore pharma, assumendo un ruolo di primo piano nel mercato americano e cogliendo le migliori opportunità offerte dai processi innovativi del biotech”, aveva affermato in un’intervista a Healthcare Policy per Formiche.net.Il passaggio dalla semplice presenza commerciale alla costruzione di piattaforme globali rappresenta, in questo senso, uno degli aspetti più significativi della strategia.Per Angelini, gruppo con oltre un secolo di storia, il closing rappresenta il punto di arrivo di una trasformazione avviata negli ultimi anni e, insieme, l’inizio di una fase nella quale la crescita internazionale dovrà accompagnarsi al consolidamento delle capacità scientifiche e industriali mantenute in Italia.Il nuovo assettoLa chiusura dell’acquisizione definisce anche l’assetto finanziario che accompagnerà la nuova fase di sviluppo. Cdp Equity ha deliberato un investimento da un miliardo di euro attraverso un aumento di capitale, con il quale acquisirà una partecipazione del 23,5% nel capitale ordinario di Angelini Pharma. Un ulteriore miliardo arriverà dai fondi gestiti da Blackstone attraverso la sottoscrizione di azioni privilegiate, subordinatamente alle autorizzazioni regolamentari previste.L’ingresso di Cdp Equity assume una valenza che supera il finanziamento della singola acquisizione. L’obiettivo dichiarato è sostenere la crescita internazionale di un gruppo italiano attivo in un comparto considerato strategico, accompagnandone l’espansione sul principale mercato farmaceutico mondiale e, allo stesso tempo, rafforzando gli investimenti in ricerca e sviluppo e le ricadute sulla filiera nazionale.“L’operazione rappresenta un esempio concreto del ruolo che Cdp Equity intende svolgere a favore del sistema Paese”, ha spiegato l’amministratore delegato Fabio Barchiesi. L’investimento, ha aggiunto, “guarda a un comparto che rappresenta un’eccellenza italiana con un elevato potenziale di sviluppo e sostiene un campione nazionale nel suo processo di crescita da operatore prevalentemente italiano ed europeo a player di rilevanza globale”. Una scelta coerente, secondo Barchiesi, con l’impegno di Cdp Equity a sostenere “la spinta innovativa e la crescita internazionale delle eccellenze industriali italiane”.