Sempre più adulti con poco tempo preferiscono giochi brevi invece degli open world, spesso lasciati incompleti e accumulati nel backlog.Alla veneranda età di 36 anni, con ormai tre decenni di esperienza nel mondo del videogioco sulle spalle, ho capito una cosa: non sono più fatto per finire i giochi open world pieni di attività primarie, secondarie e collezionabili. Il tipico sandbox con meccaniche di GDR... probabilmente non fa più per me, anche se continuo ad esserne affascinato.Prosegui la lettura