L’inflazione rallenta al 3% a giugno, frena il carrello della spesa ma corrono i prezzi dell’energia

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Inflazione senza sorprese e dal rialzo confermato a giugno, con prezzi al consumo più cari del 3% rispetto a un anno fa, ma stabili rispetto a maggio. A confermarlo è l’Istat, che rileva come il lieve rallentamento rispetto al +3,2% di maggio rifletta la dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%). Complice il conflitto in Medioriente, in accelerazione sono invece i prezzi degli energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,2%) e non regolamentati (da +12,5% a +13,3%). Alla fine del primo semestre rallenta anche la crescita del ‘carrello della spesa’, ovvero i beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che passano dal +1,9% di maggio al +1,3% di giugno. Frenata anche per i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, da +4,4% a +3,9%. Su base annua decelerano sia i prezzi dei beni (da +3,4% a +3,3%), sia quelli dei servizi (da +2,8% a +2,6%), mentre l’inflazione ‘di fondo’, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,7% a +1,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +1,9%). Urso: “Rallentamento carrello della spesa una buona notizia”Per il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il rallentamento del carrello della spesa rappresenta “una buona notizia per le famiglie, i consumatori e le imprese”. Meno ottimista Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, secondo cui “è solo un miraggio, destinato a svanire“. “Si tratta di dati vecchi e superati, che dipendevano dalla tregua tra Usa e Iran siglata il 17 giugno. Peccato che dal 7 luglio, con la ripresa dei bombardamenti, tutti i prezzi delle materie prime, dal gas al petrolio, siano decollati nuovamente”, sottolinea Dona, osservando che “ci attende un’estate rovente”. Secondo il Codacons, nonostante la “leggera riduzione del tasso di inflazione a giugno”, sull’estate “degli italiani si profila una nuova stangata determinata dall’incremento delle tariffe energetiche, dei prezzi dei carburanti e dei listini di tutto comparto del turismo e dei viaggi”. E i rincari stimati dall’associazione comportertanno 992 euro annui in più per la famiglia ‘tipo’, che sale a +1.370 euro per un nucleo con due figli. L’Adoc avverte che “non possiamo cantare vittoria”. I dati Istat sui prezzi al consumo “vanno valutati con estrema cautela, poiché si tratta di timidi segnali di frenata che non bastano assolutamente a dare un reale sollievo ai consumatori, i quali continuano a subire una pressione insostenibile sul costo della vita quotidiana”. Per l’associazione, “un’inflazione che viaggia ancora su questi livelli” erode “costantemente il potere d’acquisto di salari fermi da troppo tempo, colpendo duramente soprattutto le spese necessarie a cui nessuno può rinunciare per vivere dignitosamente”. Soprattutto, “preoccupa in modo particolare la netta controtendenza registrata sul fronte dei beni energetici, dove assistiamo a una vera e propria stangata, con gli energetici regolamentati che subiscono un’accelerazione brusca passando dal 5,6% al 9,2% e quelli non regolamentati che balzano addirittura al 13,3%”. Un’impennata che secondo Adoc “rischia di azzerare i piccoli progressi registrati in altri settori”. Questo articolo L’inflazione rallenta al 3% a giugno, frena il carrello della spesa ma corrono i prezzi dell’energia proviene da LaPresse