Nelle scorse settimane una ricerca sulla vitamina D in estate ha messo in dubbio la convinzione che la luce solare della bella stagione sia sufficiente a ripristinare livelli corretti di questa sostanza, preziosa per la salute delle ossa. Ma che cosa dice davvero la ricerca, pubblicata sull’European Journal of Clinical Nutrition (e finanziata da Better You Ltd, un’azienda britannica del settore salute e benessere che produce e vende integratori alimentari)?Lo studio, condotto da esperti del Centro di Ricerca su Nutrizione Umana ed Esercizio Fisico dell’Università di Newcastle, nel Regno Unito, ha analizzato i livelli di vitamina D di quasi 300 persone provenienti da tutto il Nord della Gran Bretagna. Non esattamente un Paese mediterraneo, c’è da dire. Bassi livelli di vitamina D nonostante il sole estivoL’analisi ha rivelato che l’insufficienza di vitamina D era diffusa, con oltre la metà degli anziani colpiti e tassi ancora più elevati tra soggetti appartenenti a minoranze etniche. Inoltre l’insufficienza di vitamina D non è migliorata durante i mesi estivi. La vitamina D, ricordano i ricercatori, svolge un ruolo essenziale per la salute delle ossa e il benessere generale, e se i livelli sono bassi, aumenta il rischio di malattie come osteoporosi, rachitismo e indebolimento del sistema immunitario.La spiegazione dei ricercatoriBernard Corfe, professore di Nutrizione Umana e Salute presso l’Università di Newcastle, che ha co-diretto la ricerca, sottolinea come “ciò che colpisce di questi risultati è che i livelli di vitamina D non sono migliorati nemmeno nei mesi estivi, quando di solito ci aspetteremmo un recupero. Per le persone che vivono in luoghi come il Nord dell’Inghilterra – sottolinea lo stesso esperto – questo dimostra che la sola esposizione alla luce solare potrebbe non essere sufficiente, in particolare per gli anziani e le persone appartenenti a minoranze etniche”. E proprio questo è il punto: le caratteristiche del luogo e di una particolare popolazione che, forse, non si espone al sole in estate. O almeno non lo fa a sufficienza.“Il messaggio è semplice ma importante. Se appartenete a un gruppo a rischio, non potete dare per scontato che trascorrere più tempo all’aperto in estate risolverà il problema. Dobbiamo pensare a metodi più costanti e attivi durante tutto l’anno per supportare livelli sani di vitamina D”, aggiunge il ricercatore.Lo studioI partecipanti allo studio sono stati reclutati a livello locale attraverso iniziative comunitarie e online. Ciascuno ha effettuato un semplice prelievo di sangue tramite puntura del dito, con analisi dei campioni effettuate da un laboratorio specializzato. A incappare nel problema sono stati soprattutto anziani e appartenenti a minoranze etniche.Gli sviluppiIl lavoro non è finitor. La prossima fase della ricerca si concentrerà sul miglioramento dei livelli di vitamina D attraverso approcci personalizzati e culturalmente appropriati, come consigli dietetici su misura e un’assistenza sanitaria attenta alle esigenze individuali.Cosa ci dice la ricerca sulla vitamina D in estateI risultati mostrano che alcune persone potrebbero convivere con bassi livelli di vitamina D tutto l’anno senza rendersene conto, ma questo in un Paese dove in genere le estati non sono così lunghe come le nostre. Si tratta inoltre di gruppi particolari, anziani e minoranze etniche, in un Paese del Nord Europa, dunque occorre cautela per tradurre queste conclusioni alla realtà della popolazione italiana generale. Questo articolo Vitamina D e sole, cosa dice davvero lo studio sugli over 65 proviene da LaPresse