Malvinas o Falkland? Ecco perché sono inglesi

Wait 5 sec.

Dopo la partita Inghilterra-Argentina, finita con una splendida vittoria per gli albiceleste, la nazionale sudamericana ha srotolato uno striscione che le costerà, molto probabilmente, decine di migliaia di euro di multa. Cosa c’era scritto? “Le Malvinas sono argentine”. Quindi si trattava di una rivendicazione, non solo politica, ma anche territoriale delle Isole Falkland, che gli argentini chiamano Malvinas.La Mano de DiosVecchia storia: appena quattro anni dopo la guerra delle Falkland del 1982, nel 1986 la nazionale argentina batté l’Inghilterra ai mondiali del Messico con un gol irregolare, un fallo di mano, di Diego Armando Maradona. Quel gol, ritenuto valido in un’era in cui il Var non esisteva, in gergo venne ribattezzato la Mano de Dios, citata dall’immancabile commentatore Daniele Adani nella sua telecronaca sopra le righe:Einstein diceva che le coincidenze sono il modo in cui Dio sceglie di rimanere anonimo, ma non lo puoi fare con Dios… Maradona 40 anni dopo orienta questa partita e non la fa finire perché l’epica deve continuare.Un capolavoro metafisico. La partita del 1986 e quella di quarant’anni dopo sono state vissute con un trasporto nazionalista dagli argentini e con una profonda simpatia anche da parte della maggioranza degli italiani. Sono giochi sportivi il cui esito viene visto come una sorta di rivincita del debole che sconfigge il forte, o anche: della nazione che ha subito un’ingiustizia che si prende una soddisfazione battendo, simbolicamente (e senza spargimenti di sangue) la potenza che di quella ingiustizia si è macchiata.La posizione italianaAnche la posizione ufficiale del governo italiano di allora fu sostanzialmente filo-argentina. Benché l’Italia fosse alleata del Regno Unito, mantenne un’equidistanza sospetta fra il regime militare allora al potere a Buenos Aires e il governo Thatcher a Londra, non aderendo neppure alle sanzioni economiche contro l’Argentina decise a livello Cee.Chiedendo conto a Giulio Andreotti, allora senatore, di questo atteggiamento ambiguo, Margaret Thatcher si sentì rispondere con la nota battuta: “Signora, il sangue non è acqua”. Tradotto: ci sono tantissimi italo-argentini e i legami di sangue sono molto forti, l’Argentina è una sorta di Italia trapiantata (idee fascio-socialiste incluse), quindi non potevamo esporci.La Guerra delle FalklandBene: ma nella Guerra delle Falkland, chi era l’aggressore e chi l’aggredito? Il 2 aprile 1982 l’Argentina, allora guidata dalla dittatura militare di Leopoldo Galtieri, invase le isole britanniche di punto in bianco, senza alcuna provocazione, senza alcuna ricerca di mediazione e senza neppure dare spiegazioni chiare sul perché lo avesse fatto, a parte la secolare rivendicazione territoriale per isole vicine alla costa meridionale dell’Argentina e lontanissime dalla madrepatria britannica.All’Onu, il 3 aprile, la maggioranza votò la Risoluzione 502 che chiedeva il ritiro dell’esercito argentino dalle isole occupate, sottolineando che si trattasse di un atto di invasione. Il governo Thatcher provò anche a mediare, ma rendendo noto sin da subito che gli argentini, o se ne andavano con le buone, o sarebbero stati scacciati con le cattive. E per rendere credibile la minaccia, mandò una potente task force navale e anfibia nel sud Atlantico, attraversando tutto l’oceano da nord a sud. Gli argentini non mollarono con le buone. E gli inglesi passarono all’azione.Persero anche 7 navi (due cacciatorpediniere, 2 fregate, 1 nave da trasporto e 2 navi anfibie) e 255 uomini, fra marinai e soldati, ma riconquistarono le isole e costrinsero gli argentini alla resa senza condizioni, dopo aver inflitto loro perdite molto più pesanti: l’incrociatore General Belgrano affondato, 649 morti, 1068 feriti e più di 11.000 prigionieri (dunque l’intera guarnigione argentina delle Falkland). Il 14 giugno, la bandiera britannica sventolava di nuovo sulla capitale Port Stanley.Se si bada alle ragioni della forza e non alla forza della ragione, dunque, gli inglesi possono dire di aver riconquistato le Falkland e di essersele tenute. Se si guarda alla forza della ragione e non alle ragioni della forza, gli inglesi possono ancora dire che sono gli argentini ad aver aggredito le Falkland e Londra ha avuto tutto il diritto (per altro riconosciuto a livello internazionale) di liberarle da un invasore.Infondate le rivendicazioni argentineGli argentini possono allora rivendicale le isole, con argomenti storici? Fermo restando che gli argomenti storici non fanno testo nel diritto internazionale, pure la storia non dà tutti i torti agli inglesi.Le isole vennero scoperte e battezzate da un navigatore inglese, John Strong, nel 1690. I primi abitanti delle isole non furono né spagnoli né inglesi (e l’Argentina non esisteva ancora), ma francesi. Furono i francesi a dare il nome Malouines alle isole, nel 1764, perché i primi coloni arrivavano soprattutto da Saint Malo.Ma nel 1765, la Gran Bretagna incluse le isole fra i suoi domini oltre mare. La Francia, ignorando l’Inghilterra, cedette formalmente le isole alla Spagna nel 1766, che le chiamò Malvinas, traduzione spagnola di Malouines. L’Argentina dichiarò la sua indipendenza dalla Spagna e subentrò nel governo delle Malvinas nel 1820. Ma la Gran Bretagna occupò le Isole Falkland, che riteneva proprie dal 1765 appunto, nel 1833.Da allora in poi, a parte pochissime eccezioni, le isole vennero abitate da coloni provenienti dal Regno Unito. Quando l’Argentina invase le isole nel 1982 vi trovò quasi solo cittadini britannici, di lingua e tradizione britannica.Resta un ultimo argomento: l’autodeterminazione dei popoli. Con chi vogliono vivere i pochi abitanti delle Falkland? Con il Regno Unito o con l’Argentina? L’ultima volta che è stato chiesto loro fu nel 2013, dall’allora governo Cameron. La risposta fu quasi unanime: il 99,8 per cento dei 1517 votanti (il 92 per cento degli aventi diritto) votò per il Regno Unito. Per quale motivo, allora, le Malvinas dovrebbero essere argentine?L'articolo Malvinas o Falkland? Ecco perché sono inglesi proviene da Nicolaporro.it.