Auto italiane in ripresa. Il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso convoca il settore automotive a Palazzo Piacentini e rilancia la filiera parlando di riforme, di un miliardo di euro, e di principio della neutralità tecnologica. Il tutto scodellato sul tavolo ad hoc dell’incontro predisposto con sindacati, aziende, enti locali. Ed è Stellantis ad aprire le danze annunciando una nuova Alfa Romeo in produzione a Melfi e l’aggiornamento della Fiat 500 elettrica a Mirafiori.Epicentro della crisi è Bruxelles“Lo abbiamo detto sin dall’inizio, con responsabilità e senza infingimenti – osserva Urso – l’epicentro della crisi è a Bruxelles, nelle follie del Green deal che ha messo in ginocchio l’industria automobilistica europea, favorendo la tecnologia e la produzione cinese. Oggi i fatti dimostrano che avevano ragione. Non è soltanto Volkswagen in grave difficoltà: la crisi sta investendo i principali costruttori europei e rischia di travolgere l’intera filiera industriale del continente”. Non c’è più tempo da perdere“Non c’è più tempo da perdere – dice Urso – il 2026 deve essere l’anno delle riforme europee. Se non interveniamo subito, la transizione si trasformerà in de-industrializzazione“.Riconoscere il principio della neutralità tecnologia“Siamo stati i primi ad aprire il cantiere delle riforme europee quando ancora molti negavano il problema – rileva Urso – l’Italia ha avuto coraggio. Ce l’ha riconosciuto persino l’amministratore delegato francese di Renault. Abbiamo presentato a Bruxelles un non paper sul settore e siamo riusciti ad ottenere il rinvio delle super multe e anticipare la revisione del regolamento sulla CO2. Ma non basta: occorre da subito che sia pienamente riconosciuto il principio di neutralità tecnologica e dobbiamo anticipare l’attuazione dell’Industrial accelerator act: non si può attendere il 2029 per introdurre i requisiti made in Europe e low carbon”.Un miliardo per la nostra filiera“Con il nuovo Dpcm sull’automotive abbiamo segnato una svolta netta rispetto al passato, superando una stagione di incentivi frammentati e poco efficaci con una vera politica industriale che sostiene la filiera dell’automotive nei suoi investimenti. Oltre un miliardo del fondo è alle Pmi attraverso accordi per l’innovazione e i mini-contratti di sviluppo, un nuovo strumento più adatto alle loro dimensioni. Vogliamo accompagnare la transizione industriale con una politica che unisca competitività, occupazione e inclusione sociale, rafforzando il sistema produttivo nazionale: inizia una nuova stagione”.La rinascita di StellantisPoi Urso mette in evidenza “la rinascita di Stellantis” che “torna a pensare italiano”. Il governo continuerà “a monitorare con la massima attenzione l’attuazione del nuovo Piano, verificando il rispetto degli impegni assunti in materia di investimenti, volumi produttivi, tutela dell’occupazione e salvaguardia di tutti gli stabilimenti italiani”. Il responsabile Europa di Stellantis Emanuel e Cappellano porta le novità al tavolo del ministero mostrando un’anteprima di un dettaglio (la parte posteriore sinistra) dell’auto: “Entro fine 2027 Melfi potrà contare anche su un nuovo modello Alfa Romeo, con cui coinvolgeremo sempre di più la filiera locale”. Si lavora agli ultimi particolari, è già pronta: “Vi posso assicurare che incarna una vera Alfa Romeo per carattere e stile e che è davvero bellissima”.Nel 2027 con le nuove batterie – sviluppate e prodotte a Mirafiori – “potremo rendere la 500 elettrica ancora più competitiva e attrattiva. A partire dal 2030, poi, arriverà la nuova generazione con più varianti, grazie alle quali rafforzeremo ulteriormente lo stabilimento. Ci tengo a sottolineare che il futuro di Mirafiori non dipende solo dall’assemblaggio. A Mirafiori infine la produzione è cresciuta in modo significativo richiedendo l’inserimento di circa 400 nuovi colleghi e riducendo di oltre il 70% il ricorso agli ammortizzatori sociali”.Questo articolo Auto, l’Italia rilancia la filiera: subito le riforme e 1 miliardo per l’industria proviene da LaPresse