Legge elettorale, ecco come cambia con il testo approvato alla Camera: dal premio di governabilità ai fuorisede

Wait 5 sec.

La Camera ha approvato in prima lettura la nuova legge elettorale che ridisegna il sistema con cui saranno eletti deputati e senatori. La riforma archivia il Rosatellum, elimina i collegi uninominali nella quasi totalità del territorio nazionale e introduce un sistema proporzionale con un premio di governabilità, nelle intenzioni del centrodestra, pensato per favorire la formazione di una maggioranza parlamentare stabile. Durante l’esame a Montecitorio sono state approvate anche alcune modifiche rilevanti: arriva una disciplina permanente per il voto dei fuorisede, cambiano le regole della circoscrizione Estero e vengono rafforzati i controlli sul voto per corrispondenza. È stato invece bocciato l’emendamento sulle preferenze: resteranno quindi le liste bloccate. Ora il testo passa all’esame del Senato.Addio ai collegi uninominali, arriva il proporzionale con premioLa principale novità è l’abolizione dei collegi uninominali previsti dal Rosatellum, quelli in cui veniva eletto il candidato capace di ottenere anche un solo voto in più degli avversari. I seggi saranno assegnati con metodo proporzionale nei collegi plurinominali, salvo le discipline speciali previste per Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.Il nuovo sistema introduce però un premio di governabilità. Per ottenerlo, una lista o una coalizione dovrà soddisfare contemporaneamente due condizioni: risultare la più votata sia alla Camera sia al Senato e raggiungere almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere. Se una sola delle due condizioni dovesse mancare, il premio non scatterà e i seggi altrimenti riservati al premio saranno distribuiti con metodo proporzionale, ferme restando le discipline speciali di Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.Il premio previsto è di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, ma opera entro un tetto massimo: alla coalizione o lista vincente non potranno essere attribuiti più di 220 deputati e 113 senatori, senza conteggiare gli eventuali eletti nella circoscrizione Estero. Questo significa che i 70 e 35 seggi non costituiscono necessariamente un incremento effettivo: se la forza vincente fosse già vicina al tetto grazie alla distribuzione proporzionale, il vantaggio reale sarebbe inferiore.In concreto, una coalizione che si fermasse al 41,9% non riceverebbe alcun premio. Lo stesso accadrebbe se superasse il 42% alla Camera, ma non al Senato, oppure se risultasse prima in uno solo dei due rami del Parlamento.Da dove vengono i seggi del premioI parlamentari attribuiti attraverso il premio saranno eletti tramite apposite liste circoscrizionali, presentate dalle liste singole o dalle coalizioni che intendono concorrere al meccanismo di governabilità. Per ogni circoscrizione interessata dovrà essere presentato un numero di candidati pari ai seggi-premio che vi possono essere assegnati. Nel caso delle coalizioni, il listino sarà comune a tutte le forze alleate.Il testo prevede inoltre che chi viene inserito in uno di questi listini debba candidarsi anche in almeno un collegio plurinominale della stessa circoscrizione e in una delle liste collegate. La norma limita così la possibilità di presentare candidati esclusivamente nei listini riservati al premio.Liste bloccate, come sarà la schedaCon la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze, gli elettori non potranno scegliere direttamente uno specifico candidato. I parlamentari eletti nei collegi plurinominali saranno proclamati seguendo l’ordine con cui sono stati inseriti nelle liste dai partiti.Fuori da Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, la nuova scheda non conterrà più il nome del candidato nel collegio uninominale. Accanto al simbolo di ogni partito continueranno invece a essere indicati i candidati della lista plurinominale, nell’ordine di presentazione. Sotto i simboli comparirà anche il riquadro con i nomi del listino circoscrizionale collegato al premio di governabilità. Nel caso di una coalizione, le liste dei diversi partiti e il listino comune saranno racchiusi nello stesso riquadro.L’elettore disporrà di un solo voto. Barrando il simbolo di una lista, il voto sarà attribuito a quella forza politica e anche al listino del premio ad essa collegato. Se il segno verrà apposto soltanto sul riquadro del listino comune a una coalizione, il voto sarà ripartito tra i partiti alleati in proporzione ai consensi ottenuti da ciascuno nel collegio.Restano le soglie di sbarramento, con il “ripescaggio”La riforma mantiene le principali soglie già previste dal Rosatellum. Per partecipare alla distribuzione dei seggi una lista dovrà ottenere almeno il 3% dei voti validi a livello nazionale, mentre una coalizione dovrà raggiungere il 10%.Cambia invece il trattamento delle liste coalizzate sotto soglia. Per ciascuna coalizione sarà ammessa alla distribuzione dei seggi anche la lista più votata tra quelle che non hanno raggiunto il 3%. Soltanto questa lista “ripescata” contribuirà, insieme alle liste sopra soglia, al risultato complessivo della coalizione: i voti delle altre forze rimaste sotto non saranno conteggiati nella cifra elettorale della coalizione.Il nome del candidato premierLa legge modifica anche le regole per la presentazione delle candidature. Liste e coalizioni dovranno indicare il nome della persona che intendono proporre per l’incarico di presidente del Consiglio e depositare il proprio programma elettorale. Le forze riunite nella stessa coalizione dovranno indicare lo stesso nome.Il candidato premier, però, non sarà eletto direttamente dai cittadini e il suo nome non comparirà sulla scheda. Il testo precisa che restano ferme sia la prerogativa del presidente della Repubblica di nominare il presidente del Consiglio, prevista dall’articolo 92 della Costituzione, sia la libertà dei parlamentari garantita dall’articolo 67, che esclude il vincolo di mandato.Valle d’Aosta e Trentino-Alto AdigeL’abolizione dei collegi uninominali non riguarda completamente Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, dove restano in vigore i rispettivi sistemi speciali. La Valle d’Aosta continuerà a costituire un unico collegio uninominale. In Trentino-Alto Adige resteranno i sei collegi uninominali, mentre i seggi residui saranno assegnati con metodo proporzionale in un collegio plurinominale. Durante l’esame alla Camera sono stati però ridisegnati i confini dei tre collegi altoatesini di Bolzano, Merano e Bressanone.I voti espressi nelle due regioni saranno considerati per alcune verifiche nazionali previste dalla riforma, compreso il calcolo della soglia necessaria ad accedere al premio. I seggi attribuiti nelle due circoscrizioni saranno inoltre computati ai fini del tetto massimo di 220 deputati e 113 senatori.L’esonero dalle firme per alcuni partitiLa legge modifica anche le regole sulla presentazione delle liste. Per le prime elezioni politiche successive all’entrata in vigore della riforma, saranno esentati dalla raccolta delle firme i partiti o gruppi politici che alla data del 31 dicembre 2025 risultavano costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere. Al momento, tra i partiti che siedono già in Parlamento a dover raccogliere le firme sarebbero +Europa e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.Arriva il voto stabile per gli elettori fuorisedeTra le novità più rilevanti c’è l’introduzione di una disciplina permanente per il voto dei cittadini temporaneamente domiciliati in un comune situato in una regione diversa da quella del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti. Potranno votare nel comune in cui vivono gli elettori che si trovano temporaneamente in un’altra regione per motivi di studio, lavoro o cure mediche. Per studenti e lavoratori, il periodo di permanenza dovrà essere di almeno nove mesi.Chi si trova già nella condizione di fuorisede dovrà chiedere entro il 31 dicembre l’iscrizione nell’apposito elenco del comune di domicilio, per le consultazioni che si svolgeranno nell’anno successivo. Chi maturerà i requisiti dopo quella data potrà presentare domanda entro trenta giorni e comunque non oltre il quarantacinquesimo giorno precedente il voto.Per chi riceve cure mediche sarà sufficiente documentare un periodo di assistenza, terapia o trattamento di almeno tre mesi, nel quale ricada la data delle elezioni.La domanda potrà essere presentata personalmente oppure per via telematica e dovrà essere accompagnata da un documento d’identità e dalla documentazione che attesti la condizione di fuorisede. Entro il decimo giorno precedente il voto, il comune rilascerà un’attestazione con l’indicazione del seggio assegnato.Gli elettori voteranno per le liste e i candidati della circoscrizione e del collegio in cui si trova il comune di domicilio temporaneo, non per quelli del luogo di residenza. La disciplina si applicherà alle elezioni politiche, alle europee e ai referendum abrogativi e costituzionali.Cambiano le regole per gli italiani all’esteroLa riforma interviene anche sulla geografia elettorale della circoscrizione Estero, senza modificare il numero complessivo dei parlamentari riservati agli italiani residenti fuori dal Paese. Per la Camera dei deputati le attuali quattro ripartizioni vengono ridotte a due: da una parte l’Europa, dall’altra un’unica area comprendente Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide. Per il Senato, invece, viene superata la suddivisione territoriale: l’intera circoscrizione Estero diventa un unico collegio per la presentazione delle liste e l’assegnazione dei seggi.Più controlli sul voto per corrispondenzaPer rendere più sicuro il voto postale degli italiani residenti all’estero, il certificato elettorale sarà corredato da un tagliando con un codice alfanumerico identificativo, leggibile anche attraverso dispositivi ottici. Il tagliando dovrà essere firmato dall’elettore e inserito nella busta esterna insieme alla busta contenente le schede.I consolati dovranno inoltre pubblicare sui propri siti il numero dei plichi ricevuti durante le operazioni elettorali. Per il 2027 dovranno utilizzare il sistema postale più affidabile e, salvo comprovata impossibilità, la raccomandata. Aumentano anche alcune pene previste per le violazioni delle norme sul voto all’estero.Cosa succede oraL’approvazione della Camera rappresenta soltanto il primo passaggio dell’iter parlamentare. La proposta di legge dovrà ora essere esaminata dal Senato, che potrà confermare il testo oppure modificarlo. Solo dopo il via libera di entrambe le Camere, infatti, la nuova legge elettorale entrerà definitivamente in vigore.L'articolo Legge elettorale, ecco come cambia con il testo approvato alla Camera: dal premio di governabilità ai fuorisede proviene da Open.