Caro Porro, il vero nemico del centrodestra non è Vannacci: ecco perché

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Perché abbiamo sempre votato per il centrodestra e perché votarlo ancora? La risposta è semplice e complicata allo stesso tempo. Evitando la strettissima attualità della riforma elettorale, stare nel centrodestra è semplice perché è la posizione più vicina alla realtà; difficile perché lo stigma sociale che ti accompagna può complicarti la vita.Chi ha militato in Forza Italia negli anni dei successi berlusconiani sa bene che questo costituiva un intralcio per una carriera pubblica, all’Università per esempio, sa che ti portavi dietro un eterno sospetto di dubbia moralità, che se capitavi nelle maglie della giustizia per la pubblica opinione non godevi certo della presunzione di innocenza e se poi leggevi Il Giornale eri considerato figlio di un Dio minore. Tutto questo è cambiato? Nemmeno per idea, resistono i tic che derivano dalla stessa ideologia totalizzante che si chiamava comunismo e oggi ha le forme delle ossessioni woke, dei talebani ambientalisti o dei mille generi sessuali.Silvio Berlusconi intuì per primo che esisteva un blocco sociale unico a cui rivolgersi. Conservatori dei valori a cui non vogliamo rinunciare: I Promessi Sposi, la cupola del Brunelleschi, la vigna e la vendemmia; Liberali perché crediamo nell’individuo e liberisti perché pensiamo che il mercato con tutti i suoi difetti sia il miglior sistema possibile.Leggi anche:Mario Giordano: “Vannacci è il termometro del malcontento. A Meloni dico: ecco perché tenerlo in coalizione”Il piano per limitare Vannacci: togliergli la parola col “cordone sanitario”Questo mondo è ancora lo stesso e Vannacci non è nostro nemico: il nostro nemico sta dall’altra parte, sono coloro che minano questi valori: quelli che li negano tout court. La strada la traccia ancora Berlusconi: prima di lui ci si riconosceva nelle grandi ideologie novecentesche, finite quelle le persone hanno iniziato a mettersi assieme attorno ad un progetto.Sulla base di un programma di governo stavano insieme Lega e Alleanza Nazionale: federalisti e quasi secessionisti i primi, nazionalisti e spesso statalisti i secondi: apparentemente l’acqua con l’olio. Su Vannacci ci dividono delle idee? Sì, come giustamente sottolinea Giorgio Mulè. Ma se ci si siede su uno stesso tavolo troveremo un progetto di legislatura solido e concreto. In questo senso è convincente l’atteggiamento pragmatico mostrato da Piersilvio Berlusconi durante la conferenza di presentazione dei nuovi palinsesti.Forza Italia è nata per questo, per offrire al blocco sociale conservatore e liberale la sua casa ideale, il suo spazio dove sentirsi a proprio agio, ben lontani dalle urla estreme e dalle provocazioni ideologiche. Siamo nati per la conservazione di quei diritti fondamentali che noi occidentali (solo noi al mondo) ci siamo conquistati nei secoli e di cui non ci vergognamo affatto.La sfida contro questa sinistra tutto sommato non sembra far tremare i polsi: Togliatti e Berlinguer sono morti da un bel po’ e i loro eredi si chiamano Schlein e Fratoianni.E poi, come sostiene l’intellettuale e matematico cagliaritano Antonio Iannizzotto: “serve una visione del mondo e della civiltà che (è questo il bello!) è già pronta da secoli: l’acqua bolle a 100 gradi e congela a 0. E se i progressisti pretendono che l’acqua possa bollire a 0 e congelare a 100, sono loro che devono dimostrare la loro tesi – non noi”. Questo è’ l’elogio della realtà.Antonello Picci, 17 luglio 2026Segretario Provinciale di Forza Italia Cagliari MetropolitanaL'articolo Caro Porro, il vero nemico del centrodestra non è Vannacci: ecco perché proviene da Nicolaporro.it.