Le innovazioni della medicina israeliana che qualcuno vorrebbe boicottare

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Nei primi mesi del 2016, in vista del referendum sulla Brexit, il celebre scienziato Stephen Hawking si espresse contro la potenziale uscita del Regno Unito dall’Unione europea, affermando che ciò avrebbe danneggiato la libera circolazione di ricercatori e finanziamenti nella comunità scientifica. Peccato che solo tre anni prima, lo stesso Hawking aveva boicottato una conferenza scientifica organizzata in Israele, per esprimere la sua vicinanza al boicottaggio filopalestinese.Un doppiopesismo diffusoQuesto doppio standard è assai diffuso nel mondo scientifico e accademico, dove spesso si chiede la libera circolazione di persone, fondi e informazioni solo quando fa comodo. Coloro che predicano la costruzione di ponti anziché muri, sono i primi ad erigere dei muri quando c’è di mezzo Israele.Eppure, nonostante tutti i problemi dovuti alla guerra, Israele rimane un Paese fortemente all’avanguardia nell’innovazione scientifica e tecnologica. Ciò si vede in particolare nel settore medico e farmaceutico, dove in molti vorrebbero boicottare i farmaci israeliani giocando con la salute dei malati (nell’agosto 2025, l’associazione dei malati di Parkinson di Perugia si è opposta alla messa al bando dei prodotti israeliani nelle farmacie comunali, spiegando che per loro sono essenziali).Cure per il cancroNonostante sia stato colpito e gravemente danneggiato dai missili iraniani durante la guerra del giugno 2025, l’Istituto Weizmann per le Scienze rimane un’eccellenza della ricerca scientifica israeliana e mondiale, dimostrando una certa resilienza.Quasi un anno dopo che diversi loro laboratori sono stati distrutti dai missili, i ricercatori dell’istituto hanno pubblicato sulla rivista scientifica Immunity i risultati di una ricerca su un nuovo modo per curare il cancro alle ovaie.Gli scienziati israeliani sono all’avanguardia anche nella ricerca per trovare una cura per il cancro al colon-retto. In questo sono sostenuti in particolare dall’ICRF (Israel Cancer Research Fund), ente no profit con sede a New York che sostiene la ricerca scientifica in Israele per la prevenzione, la diagnosi e la cura dei tumori.Trapianti e operazioni salvavitaPoco prima della guerra dei dodici giorni, è stato possibile realizzare il trapianto di un cuore artificiale, fabbricato dall’azienda francese CARMAT interamente in titanio e con tessuti animali, presso il Centro Medico Hadassah di Gerusalemme. In quel momento, in tutto il mondo erano state effettuate solo 114 operazioni di questo tipo.Più di recente, nel gennaio 2026, l’Ospedale Rambam di Haifa è riuscito per la prima volta nella storia del Paese a realizzare un intervento chirurgico all’avanguardia per trattare il disturbo ossessivo-compulsivo, basato sulla stimolazione cerebrale.In anni passati, la tecnologia medica israeliana ha potuto offrire cure salvavita anche a giovani palestinesi. Nel settembre 2023, poche settimane prima del 7 Ottobre, una 18enne palestinese di Gaza ha ricevuto un trapianto di pacemaker presso il Centro Medico Wolfson di Holon. Tra l’altro, il pacemaker era dello stesso modello di quello trapiantato nel corpo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu appena due mesi prima.Cura delle ustioniAnche a causa della costante situazione di guerra, Israele ha dovuto portare avanti l’innovazione nella cura delle ustioni gravi. Ad esempio, l’anno scorso i ricercatori dell’Università di Tel Aviv hanno sviluppato una pelle bioingegnerizzata da innestare nei pazienti ustionati.I frutti del lavoro portato avanti in questo settore si sono visti in particolare dopo la tragedia di Crans-Montana. All’Ospedale Niguarda di Milano, molti dei ragazzi rimasti ustionati nell’incendio vennero curati con un farmaco israeliano, il Nexobrid.TraguardiColoro i quali chiedono di boicottare la medicina israeliana ignorano (o fingono di ignorare) il contributo che questa offre ogni giorno a coloro che ne hanno bisogno in tutto il mondo, come testimoniato anche dalle attività di organizzazioni di volontariato come IsraAID e Magen David Adom.Eppure, quando si separano i risultati concreti dai preconcetti ideologici, gli scienziati israeliani riescono ad ottenere i giusti riconoscimenti. Yifat Merbl, immunologa dell’Istituto Weizmann, è stata inserita nella classifica del 2025 dei 10 ricercatori più importanti al mondo stilata dalla rivista Nature.L'articolo Le innovazioni della medicina israeliana che qualcuno vorrebbe boicottare proviene da Nicolaporro.it.