Il dibattito sui data center per alimentare la corsa all’AI è ormai al centro della politica americana (e presto anche europea) e un caso di cronaca che coinvolge Meta (l’azienda proprietaria di Facebook e Instagram) ha appena dato un’argomentazione molto convincente a chi si oppone a queste nuove mega-strutture affamate di acqua ed energia elettrica. A Cheyenne, nello stato del Wyoming, un data center affiliato a Meta ha contaminato la rete idrica della città con il Cupriavidus gilardii, un batterio molto pericolo per chi è immunodepresso, resistente a diversi tipi trattamenti e che segnala l’incompetenza e la fretta di chi ha gestito i lavori di costruzione del data center.Cosa è successo e i rischi per la saluteA segnalare la presenza del batterio è stata l’azienda idrica di Cheyenne, che ha puntato il dito contro il data center al servizio di Meta per «significativa inosservanza delle normative cittadine sul pretrattamento industriale delle acque reflue» nelle parole della Board of Public Utilities (BOPU) cittadina. I responsabili della contaminazione sono i progettisti della Goat System LLC, l’azienda che sta realizzando per conto di Meta il data center da 800 milioni di dollari. Un rappresentante dell’azienda idrica della città ha spiegato al quotidiano locale Wyoming Tribune Eagle che le acque reflue non vengono monitorate per la presenza del batterio incriminato e che il patogeno è stato individuato solo durante un’ispezione non di routine per la contaminazione da materia fecale. Da qui l’accusa di significativa inosservanza delle norme sul trattamento degli scarichi: solo gravi disattenzioni in fase di progettazione del sistema di gestione delle acque reflue potrebbero aver causato questo tipo di problema. La reazione dei cittadiniLa prima reazione della città è stata quella di revocare al cantiere del data center il permesso di scaricare direttamente nel sistema fognario della città. Le ragioni della preoccupazione da parte dell’amministrazione di Cheyenne sono fondate: le infezioni umane da Clostridium gilardii sono rare, ma possono causare la morte di individui immunocompromessi (tra cui persone con diabete grave e chi si sta riprendendo da una procedura ospedaliera), con un tasso di mortalità superiore al 30%, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Infectious Disease Reports. Il movimento contro i data centerNegli Stati Uniti i data center hanno una pessima reputazione a livello di opinione pubblica. La maggior parte degli americani (7 su 10 secondo un sondaggio di Gallup) è contraria alla loro costruzione non solo a livello locale, ma nazionale. I motivi sono molteplici: consumano molta acqua (quello di Meta ne userà la quantità giornaliera di 50.000 persone), fanno alzare il prezzo della bolletta dell’elettricità perché richiedono la costruzione di nuove infrastruttura da parte dell’azienda energetica locale, fanno tantissimo rumore sia con i loro generatori a combustibili fossili sia con i loro sistemi di raffreddamento, e inquinano l’aria (con gli scarichi dei generatori) e l’acqua come è successo a Cheyenne. Decine di nuovi progetti si stanno arenando a livello locale, dove i cittadini possono opporsi, anche perché un recente report del Guardian ha messo in evidenza il fatto che la maggior parte dei nuovi data center a livello nazionale verranno costruiti in zone che hanno vissuto un periodo di siccità rilevante nel 2025. I sei mesi di lavoro che sono serviti a Cheyenne per ripulire il suo sistema idrico dalla contaminazione del data center di Meta fanno da monito anche sull’impatto a lungo termine che la fretta di mettere online più potenza di calcolo sta avendo sulle comunità locali. Nella contea di Morgan, in Georgia, un altro data center di Meta ha compromesso l’acqua potabile a tal punto da scatenare l’indignazione nazionale: la deputata democratica Alexandria Ocasio Cortez ne ha portata una bottiglia in commissione al congresso generando milioni di visualizzazioni per via del colore marrone dell’acqua uscita dai rubinetti dei residenti.L'articolo Facebook ha avvelenato una città americana con il suo data center proviene da Open.