L'Unione Europea si prepara a fare sul serio con i social media e i minori. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che Bruxelles presenterà una proposta legislativa per limitare l'accesso dei bambini alle piattaforme social, in quello che sarebbe il provvedimento più ambizioso mai tentato a livello europeo su questo tema.Non si tratta di un divieto secco come quello australiano, ma di un sistema a livelli basato sull'età, pensato per introdurre restrizioni graduali man mano che i ragazzi crescono. La proposta formale arriverà dopo l'estate, e von der Leyen ha già anticipato che la presenterà nel suo discorso sullo stato dell'Unione a settembre. Il punto di partenza è un rapporto elaborato da due esperti indipendenti, che von der Leyen ha presentato come base della futura proposta. Il documento raccomanda che i bambini sotto i 13 anni possano usare i social media solo per periodi limitati e sotto la supervisione di genitori, tutori o insegnanti. Per i ragazzi più grandi, le restrizioni si allenterebbero progressivamente con l'aumentare dell'età.Von der Leyen ha usato parole nette in conferenza stampa: "La domanda non è più se i bambini affrontino rischi online, ma cosa possiamo fare per dargli un inizio più sicuro". Ha anche precisato che la categoria di piattaforme coinvolte non si limita ai social network tradizionali, ma include qualsiasi servizio con funzionalità addictive o contenuti inappropriati per l'età: "Pensatela come social media più", ha aggiunto.I principali bersagli sono quelli che ci aspettiamo: TikTok, YouTube di Alphabet e Instagram e Facebook di Meta. Nessuna di queste aziende ha risposto alle richieste di commento. Le piattaforme si sono sempre difese sostenendo di avere già misure di protezione per i più giovani, ma è evidente che Bruxelles non le ritiene sufficienti, soprattutto dopo che l'UE ha già accusato Meta di aver progettato Instagram e Facebook per creare dipendenza.L'Europa non è sola: Australia, Regno Unito, Cina, India e Stati Uniti hanno già introdotto o stanno valutando misure simili. Il Regno Unito ha già vietato i social agli under 16, e la pressione internazionale su questo fronte è in crescita costante.Quello che resta da vedere è come si tradurrà tutto questo in regole applicabili: verificare l'età online senza violare la privacy è un problema tecnico e legale tutt'altro che risolto, e le piattaforme hanno dimostrato più volte di saper aggirare i vincoli quando conviene. La proposta di settembre dirà molto su quanto Bruxelles sia disposta a spingere davvero.L'articolo L'UE propone limiti ai social media per i minori: il sistema a livelli di von der Leyen sembra essere il primo su Smartworld.