di Palo Menchi – Il progetto di legge per la Ricostruzione Nazionale e lo Sviluppo Economico e Sociale, promosso dal governo del Presidente José Antonio Kast, rappresenta l’iniziativa cardine della sua attuale gestione. Conosciuta anche come “Legge Miscellanea” o “Megarreforma”, questa manovra ambiziosa mira a invertire il decennio di stagnazione economica che ha visto il Paese crescere a una media di appena il 2% annuo.Il piano poggia su pilastri strategici: la generazione di occupazione, la modernizzazione dello Stato attraverso la rimozione di ostacoli burocratici e la ricostruzione delle aree colpite da recenti calamità, come gli incendi nelle regioni di Valparaíso, Ñuble e Biobío. Tra le misure di spicco figurano la riduzione dell’imposta di prima categoria (IDPC) dal 27% al 23%, incentivi fiscali per le piccole e medie imprese, la sospensione transitoria dell’IVA per le nuove abitazioni e l’eliminazione delle tasse sulla prima casa per gli over 65.Il progetto ha compiuto un passo decisivo la scorsa settimana, venendo approvato in particolare dal Senato con 26 voti a favore, 23 contrari e un’astensione. Si è trattato di una maratona legislativa che ha portato all’inserimento di modifiche significative, tra cui il controverso “diritto all’oblio commerciale” per i debitori e una riduzione fino al 50% sull’imposta di successione e donazione, misura che ha sollevato dure critiche dalle opposizioni di sinistra.Attualmente, il testo è tornato all’attenzione della Camera dei Deputati per il suo terzo passaggio legislativo. Il governo, forte del fatto che il progetto era già stato approvato dalla Camera lo scorso maggio con 90 voti favorevoli, confida in una rapida promulgazione. Tuttavia, il percorso non è privo di insidie: l’opposizione ha già preannunciato ricorsi al Tribunale Costituzionale (TC), sollevando dubbi di legittimità su diversi capitoli della riforma, in particolare sui punti che il Ministero delle Finanze stesso ha contestato.Se la Camera dovesse approvare le modifiche del Senato, la legge sarà pronta per la firma; in caso di bocciatura anche di uno solo dei punti modificati, si renderà necessaria la convocazione di una Commissione Mista, un passaggio che allungherebbe ulteriormente i tempi di una delle riforme più polarizzanti degli ultimi anni in Cile. Il destino della “Megarreforma” si deciderà dunque nelle prossime ore, in un clima di alta tensione politica.