Ucraina-Turchia, il tandem si rafforza (con Roma protagonista)

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Il tavolo diplomatico sulla crisi in Ucraina necessita di una serie di triangolazioni geopolitiche per avere effetto. Una di esse passa dall’asse Kyiv-Ankara, con al suo interno le riflessioni strategiche fatte dal governo italiano in seno al concetto di difesa (Ucraina e Mediterraneo sono quadranti interconnessi). Nel mezzo, la consapevolezza che il “formato di Istanbul” potrebbe essere l’ultima carta da giocare circa i negoziati di pace tra i paesi del Mar Nero.Le relazioni fra Ucraina e Turchia Al ministro degli Esteri turco Hakan Fidan è stato conferito l’Ordine al Merito di seconda classe: così il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha elogiato gli sforzi di mediazione in corso da parte della Turchia, esprimendo gratitudine ad Ankara per il suo lavoro diplomatico volto a negoziare con la Russia. Sin dalla crisi del grano sul Mar Nero, la Turchia si è proposta come voce neutra per offrire un contributo al conflitto, ma nel corso del tempo ha rafforzato la propria posizione, in linea con la traccia europea di sostegno a Kyiv. Non solo ha svolto un ruolo di mediazione in diversi accordi di scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina, ma ha ospitato a Istanbul i primi colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Lo stesso Fidan ha più volte riaffermato l’importanza dello schema rappresentato dal “formato di Istanbul” dei negoziati di pace tra i paesi del Mar Nero.Il formato IstanbulSi tratta di un piglio adottato sui negoziati che rappresenta, di fatto, l’ultima carta da giocare per provare a far scattare un piano diplomatico a tutti gli effetti, dopo i tentativi dello scorso agosto con l’incontro in pompa magna fra Trump e Putin, e dopo le numerosissime schermaglie a cui tutte le parti continuano ad assistere. Fidan ha assicurato a Zelensky che Ankara sta valutando nuovi approcci strategici per sbloccare l’attuale situazione di stallo nel conflitto: “Non c’è alcuna spiegazione plausibile per una guerra in Europa che si protrae per cinque anni nel XXI secolo. Abbiamo bisogno di pace più che mai”. Tesi condivisa sia da Bruxelles che da Roma, anche perché lo stesso ministro erdoganiano ha incontrato il presidente Vladimir Putin in Russia il mese scorso, ribadendogli che la Turchia è pronta a ospitare futuri colloqui.Gli scenariDue gli elementi da mettere in risalto: il sostegno di altri partner “in linea”, come l’Italia e la contingenza bellica. Sul primo punto, come spiegato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni al meeting Nato di Ankara, il sostegno europeo all’Ucraina resta incrollabile e, anche al fine di ragionare a 360 gradi sul concetto di difesa, andrà fatta una riflessione sia sul sistema industriale europeo che dovrà fare squadra nelle nuove commesse, sia sul cambio di scenario provocato dai droni ucraini, vera novità sul campo di battaglia. L’impegno sull’Ucraina, è la traccia italiana, si specchia in quel sul Mediterraneo futuro.Sul secondo punto, Fidan prosegue sulla rotta tracciata: ovvero che Ankara è pronta ad assumere un ruolo di primo piano nella componente navale delle future garanzie di sicurezza internazionale per l’Ucraina, che includerebbero anche componenti terrestri e aeree. Lo ha assicurato in occasione della conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha a Kyiv. Secondo Fidan, i Paesi alleati stanno già preparando i piani necessari e quindi la Turchia in questo senso sarà in prima linea. Il passo in avanti deciso è giustificato dal fatto che nelle ultime settimane, Ucraina e Russia hanno intensificato gli attacchi reciproci contro navi e infrastrutture marittime nei mari Nero e d’Azov. I droni ucraini avrebbero colpito quasi 150 petroliere, navi portarinfuse e altri tipi di imbarcazioni appartenenti alla “flotta ombra” russa in entrambe le aree marittime.