La robotizzazione del campo di battaglia ucraino non sembra essere un processo destinato a fermarsi. Trinity Robotics, una delle principali aziende ucraine specializzate nello sviluppo di veicoli terrestri senza equipaggio (Unmanned Ground Vehicles, anche detti Ugv), punta infatti a raddoppiare la produzione nel 2026, passando dagli iniziali 1.100 mezzi previsti a circa 2.200 unità. Una crescita alimentata dall’aumento delle richieste delle forze armate di Kyiv, che vedono nei sistemi autonomi una risposta sempre più necessaria alla carenza di personale e all’elevato livello di perdite sul fronte.“Il nostro obiettivo più importante è la robotizzazione del campo di battaglia, perché solo questo permetterà al nostro Paese di vincere la guerra”. Con queste parole, rilasciate a Defense News, il cofondatore di Trinity Robotics, Oleksii Konik, ha sintetizzato la strategia dell’azienda. Secondo Konik, Trinity Robotics starebbe lavorando interfacciandosi sia con l’Agenzia ucraina per gli approvvigionamenti militari sia direttamente con oltre venti unità delle forze armate. L’aumento degli ordini ha spinto l’azienda ad ampliare rapidamente la capacità produttiva dei propri stabilimenti in Ucraina. L’espansione riflette un cambiamento più ampio nella condotta della guerra. Se i droni aerei hanno ormai rivoluzionato ricognizione e attacco, cresce anche il ruolo dei sistemi terrestri autonomi, utilizzati per ridurre l’esposizione dei soldati nelle missioni più rischiose.Il prodotto di punta dell’azienda è Konyk One, un veicolo terrestre senza pilota progettato principalmente per missioni logistiche e di evacuazione sanitaria. Nella configurazione standard il mezzo pesa circa 460 chilogrammi ed è in grado di trasportare fino a 300 chilogrammi di carico. Il suo impiego consente di rifornire le unità avanzate o recuperare militari feriti senza esporre ulteriormente il personale al fuoco nemico. Ma Trinity Robotics sta già sviluppando una versione più evoluta. Il nuovo modello sarà equipaggiato con una torretta armata, trasformando il veicolo da semplice piattaforma logistica a sistema capace di svolgere anche missioni di combattimento e supporto diretto alle truppe.Parallelamente all’espansione della produzione nazionale, l’azienda guarda oltre i confini ucraini. L’attuale divieto imposto da Kyiv sull’esportazione di armamenti impedisce alle aziende locali di vendere direttamente i propri sistemi all’estero. Per aggirare questo limite e aumentare la capacità produttiva, Trinity Robotics punta quindi alla creazione di joint venture con partner europei. “Siamo alla ricerca di produttori europei, aziende che realizzano camion, veicoli e componenti militari. Abbiamo l’opportunità di creare una joint venture in Europa per produrre i nostri Ugv”, ha spiegato Konik. Secondo quanto riferito, sono già in corso negoziati con un produttore francese, il cui nome non è stato reso pubblico, per avviare una produzione condivisa sul territorio europeo. L’azienda sta inoltre cercando ulteriori partner industriali in altri Paesi del continente.L’iniziativa si inserisce nel programma governativo Build with Ukraine, attraverso il quale Kyiv punta a internazionalizzare parte della propria industria della difesa. Il modello prevede la creazione di linee produttive congiunte nei Paesi alleati. La produzione dovrebbe innanzitutto soddisfare le esigenze delle forze armate ucraine, ma gli eventuali volumi eccedenti potrebbero essere esportati verso altri clienti internazionali. Per Trinity Robotics questa rappresenta anche una risposta alle limitazioni imposte dalla guerra, consentendo di ampliare la capacità produttiva senza dipendere esclusivamente dagli impianti presenti sul territorio ucraino. L’espansione è sostenuta anche da capitali stranieri. Tra i più recenti investitori figurano il fondo svedese Front Ventures e Hede Capital Partners, che stanno finanziando la crescita dell’azienda mentre il settore della difesa ucraino continua ad attrarre interesse da parte degli investitori europei.