Ddl caccia, Forza Italia prova a riscrivere la riforma e il M5S deposita un milione di emendamenti

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Forza Italia prova a mettere un freno al ddl caccia, correggendo alcuni dei punti più contestati della riforma approvata dal Senato e ora all’esame della commissione Agricoltura di Montecitorio. Gli azzurri hanno presentato alla Camera 14 emendamenti che restringono le aree e i periodi in cui sarà possibile cacciare, rafforzano le sanzioni e chiedono di eliminare dal testo l’apertura all’utilizzo dei richiami vivi.Una mossa che conferma le crepe nella maggioranza su un provvedimento fortemente sostenuto da Fratelli d’Italia e Lega, ma criticato da una parte di Forza Italia e da Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati e storica esponente animalista. Sul fronte opposto, il Movimento 5 Stelle annuncia di avere depositato un milione di emendamenti, dando il via a una maxi operazione ostruzionistica per tentare di bloccare la legge.I correttivi proposti da Forza ItaliaLe prime firmatarie dei correttivi azzurri sono le deputate Deborah Bergamini e Rita Dalla Chiesa. Una delle modifiche punta a chiarire che tra le aree escluse dall’attività venatoria debbano rientrare espressamente anche le spiagge e i lidi.Forza Italia chiede inoltre di ripristinare la doppia sanzione – arresto fino a sei mesi e ammenda – per chi caccia nei parchi nazionali e regionali, nei giardini urbani e nei terreni destinati ad attività sportive.Altri emendamenti intervengono sul calendario venatorio. Si propone che qualsiasi estensione della stagione di caccia non possa superare il primo febbraio, mentre il ddl consente per alcune specie di andare oltre la prima decade del mese. Gli azzurri vogliono anche cancellare la possibilità di prolungare ulteriormente l’attività nelle aziende faunistico-venatorie.Lo stop ai richiami vivi e i limiti ai visori notturniLa stretta riguarda anche gli strumenti utilizzati dai cacciatori. FI vorrebbe vietare i richiami vivi, cioè gli uccelli tenuti in cattività e impiegati per attirare gli esemplari selvatici, e consentire l’uso dei visori notturni soltanto per il prelievo selettivo dei cinghiali.Tra le richieste c’è poi quella di eliminare l’allodola e l’oca selvatica dall’elenco delle specie cacciabili. Il piccione di città, invece, dovrebbe essere escluso dagli animali che possono essere sottoposti a operazioni di prelievo.Il M5s presenta un milione di emendamentiAll’ostruzionismo totale ricorre invece il Movimento 5 Stelle. I parlamentari pentastellati hanno annunciato sui social il deposito di un milione di emendamenti, preparati insieme alle associazioni ambientaliste e animaliste Lipu, Wwf Italia, Enpa e Lav.«Un milione di ragioni per contrastare il folle progetto del governo», hanno spiegato Sergio Costa, Alessandro Caramiello, Carmen Di Lauro, Ilaria Fontana, Gisella Naturale e Susanna Cherchi. Per il M5s la legge metterebbe in pericolo «il patrimonio naturale del nostro Paese», la biodiversità e il benessere degli animali. L’obiettivo dell’iniziativa è evidente, rendere più lungo e complesso l’esame del testo in commissione.Il via libera si allontanaCome anticipato da Open, l’ipotesi di approvare la legge prima della pausa estiva è ormai tramontata. Sul testo restano inoltre accesi i fari del Quirinale e della Commissione europea, che sta seguendo l’iter per verificare la compatibilità delle nuove disposizioni con le direttive comunitarie Habitat e Uccelli.Dal centrodestra si continua a sostenere la necessità di aggiornare la legge 157 del 1992 e di introdurre strumenti più efficaci contro la proliferazione della fauna selvatica e i danni subiti dagli agricoltori. Ma la compattezza mostrata al Senato comincia a incrinarsi.L'articolo Ddl caccia, Forza Italia prova a riscrivere la riforma e il M5S deposita un milione di emendamenti proviene da Open.