L’ennesima vittoria della Cina e della Russia nei confronti dell’Ue

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di Francesco Pontelli – Ancora una volta l’assoluta inconsistenza economica e politica espressa dall’Ue viene confermata da quanto, viceversa, i nostri competitor riescono a ottenere in ambito strategico, sia che siano attori delle crisi geopolitiche sia che ne siano semplici spettatori.La Russia, grazie al raggiungimento di un accordo politico ed economico con l’Egitto, si è assicurata l’usufrutto di due scali logistici strategici, posizionati rispettivamente all’ingresso e all’uscita del Canale di Suez. Viceversa, nello stesso periodo, l’Unione europea si prodigava nella riforma, peraltro peggiorativa, degli ETS (Emission Trading System, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione), mantenendo la propria posizione in relazione alla transizione elettrica, attraverso la quale viene espressa una visione ideologica inversamente proporzionale alle competenze dimostrate.Il “nemico” russo, nonostante rappresenti un attore fondamentale coinvolto in una delle due principali crisi geopolitiche, con la propria politica strategica riesce a ottenere un aggiramento dei dazi doganali, azzerando in questo modo ogni effetto, già risibile, delle sanzioni europee.La struttura dell’accordo raggiunto con i vertici del Cairo prevede la divisione dello spazio in due aree logistiche e industriali speculari, con un primo scalo a nord (East Port Said) e un’area di circa un milione di metri quadrati posizionata esattamente all’imbocco mediterraneo del canale.Oltre a questo verrà realizzato un secondo scalo a sud (Ain Sokhna), con annessa un’area di 500mila metri quadrati situata sul Mar Rosso, all’uscita meridionale del canale.Questo hub viene considerato la porta d’accesso commerciale della Russia verso i mercati del Golfo Persico e dell’Africa orientale.La struttura e gli effetti di questo accordo dimostrano e confermano l’espressione di una visione strategica da parte della Russia di Putin, in quanto permettono innanzitutto l’aggiramento delle sanzioni europee.Non va dimenticato, infatti, come produrre o assemblare merci direttamente in territorio egiziano permetterà alla Russia di ottenere l’etichetta commerciale “Made in Egypt”.In più, questo consentirà a Mosca di esportare beni nei mercati globali aggirando i dazi e i blocchi commerciali occidentali.Un altro effetto fondamentale sarà rappresentato dal libero accesso ai mercati africani, sfruttando la posizione e gli accordi di libero scambio dell’Egitto all’interno di una precisa politica economica russa.Non va dimenticato, infatti, come la Russia punti a distribuire in modo capillare grano, fertilizzanti, macchinari industriali e prodotti petrolchimici nel continente africano.Un mercato molto importante, all’interno del quale l’Unione europea, ancora una volta, brilla per la propria totale assenza operativa, espressione della mancanza di una politica attiva.Questo scenario contemporaneo riflette la strategia cinese dell’ultimo ventennio in relazione alla politica di approvvigionamento e gestione delle terre rare. Ora la Russia riesce ad aggirare l’infantile politica europea, che si basa essenzialmente sulle sanzioni economiche, giunte fino a oggi a 23 pacchetti, ma che non è in grado di esprimere alcuna strategia politica ed economica in campo internazionale.Queste due politiche strategiche, tanto della Cina quanto della Russia, esprimono la propria forza grazie all’assoluta inadeguatezza e alla mancanza di visione dell’intera classe politica europea.Gli Stati dell’Unione, come l’istituzione europea stessa, infatti assistono assolutamente impotenti e, al tempo stesso, incapaci di elaborare una propria strategia economica in grado di assicurare un’idea di futuro economico, politico e sociale al continente europeo.