Indagine arbitri, le motivazioni dell’archiviazione nella nota ufficiale della Procura. Ecco la ricostruzioneL’indagine della Procura di Milano sul mondo arbitrale si avvia rapidamente verso la chiusura definitiva, ma non prima di aver riservato un clamoroso colpo di scena dell’ultimo minuto. Nelle battute finali dell’inchiesta che vede coinvolto in prima persona anche l’ex designatore Gianluca Rocchi, nel registro degli indagati è stata formalmente iscritta anche l’Inter con l’ipotesi di responsabilità oggettiva. Una posizione, tuttavia, che è stata archiviata quasi in contemporanea con l’iscrizione stessa.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoLe motivazioni della Procura: interferenze ma nessun sistemaIn una nota ufficiale, i magistrati milanesi hanno fatto chiarezza sulle ragioni tecniche e giuridiche che hanno portato alla richiesta di stop per il procedimento penale. Come spiegato dettagliatamente nel testo del provvedimento:«La richiesta di archiviazione ricostruisce, nei limiti del materiale probatorio acquisito – si legge in un passaggio di un comunicato stampa della Procura di Milano che spiega le ragioni della richiesta di archiviazione –, la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati, attraverso l’esame analitico dei risultati delle intercettazioni telefoniche e della loro tempistica, in taluni casi comparato con gli esiti dei servizi di pedinamento. Non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine. La Procura distingue tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte ad incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche».In sostanza, sebbene siano emersi singoli episodi di pressione, questi non costituiscono un reato di frode sportiva penalmente rilevante, mancando un disegno organizzato per alterare la regolarità del campionato.Il caso Inter e le quattro partite nel mirinoL’iscrizione lampo del club nerazzurro e il suo immediato proscioglimento sono legati a doppio filo alla caduta dell’accusa principale di frode sportiva a carico di Rocchi. Come chiarito dalla stessa Procura:«Il decreto di archiviazione nei confronti dell’Inter Fc – si legge nella nota della Procura – è diretta conseguenza dell’esclusione del reato presupposto»L’indagine si era concentrata in particolare su presunti favori legati alle designazioni arbitrali in senso pro-Inter. Nel mirino degli inquirenti erano finite quattro partite specifiche disputate dalla squadra nerazzurra:Bologna-Inter del 20 aprile 2025;Inter-Milan (semifinale di Coppa Italia) del 23 aprile 2025;Inter-Verona del 3 maggio 2025;Torino-Inter del 26 aprile scorso.Il futuro dell’inchiesta: il VAR a Monza e il fronte FIGCCon la chiusura del filone milanese, l’inchiesta si biforca ora su due canali paralleli. Da un lato, la Procura di Monza continuerà a indagare per competenza territoriale sulle presunte anomalie e sulle cosiddette “bussate” alla sala VAR di Lissone.Dall’altro, tutti gli atti raccolti verranno formalmente trasmessi alla Procura Federale della FIGC, che aprirà un proprio fascicolo per appurare se i comportamenti emersi violino i regolamenti del codice di giustizia sportiva e richiedano sanzioni sul piano sportivo.