Mario Roggero, l’ultima notte (forse) da uomo libero

Wait 5 sec.

Mario Roggero ha appena trascorso l’ultima notte, forse da uomo libero. Oggi la Cassazione deciderà se confermare la condanna in appello o meno al gioielliere di Grinzane Cavour, paesino in provincia di Cuneo, che il 28 aprile 2021 subì una violenta rapina nel suo negozio.Quattordici anni e 9 mesi pendono sulla testa di un uomo di 72 anni, che tra poche ore saprà se finirà il resto della sua vita in carcere o meno. Quattordici anni e 9 mesi per essersi difeso. E l’appello che ieri ha lanciato nei social è straziante. “Ci siamo. Domani – oggi per chi legge ndr – sapremo se andrò a finire in carcere o se potrò continuare a vivere la mia vita liberamente con la mia famiglia, con i miei affetti, con mia moglie Mariangela, le mie quattro figlie, con i miei amati nipotini. Questa attesa ci sta logorando”. Queste le parole che ha affidato alla sua pagina Instagram. “Da anni stiamo sopportando questo supplizio, che non abbiamo voluto. Ho fatto una vita intera di sacrifici dedicandomi alla mia famiglia e al mio lavoro. Oggi sono nonno di 8 meravigliosi nipoti e il mio sogno sarebbe stare al loro fianco per vederli crescere. L’idea di non poterci essere per colpa di un’ingiustizia mi fa stare veramente male”. E che Roggero stia male, lo può confermare chi scrive. Non un giorno, non un’ora, non un minuto, in cui Roggero non abbia pensato a quella rapina. Al terrore provato. Alla paura di quel giorno, per sé ma soprattutto per la propria famiglia.Chi scrive conosce Roggero da anni ormai. E sa quanto abbia sofferto. Quanto abbia patito. Quanto abbia dovuto sopportare per un tempo che nessuno gli ridarà indietro. E ora qualcuno, quel tempo che gli rimane, forse, pretende di toglierglielo.Se dovesse essere confermata la condanna a Mario Roggero, non sarà solo la condanna a Mario Roggero, sarà una condanna a tutti noi. A tutta l’Italia. A tutti noi finiti nella nebbia e nella melma lanuginosa di uno Stato che chiede, ti spreme e non ti protegge. E quando i cittadini invocano sicurezza ma in cambio ottengono le manette, poi il popolo si indigna.Perché allora non esistono leggi. Non esiste giustizia. Non esiste buon senso. Chi darà indietro a Roggero gli anni persi? Gli anni passati tra carte e tribunali e gogne mediatiche? Chi darà indietro a Roggero le tribolazioni, i patimenti, la difficoltà di guardare tuo nipote negli occhi che ti chiede: “Ma tu sei buono nonno, perché devi andare in carcere?”.Chi gli ridarà il tempo di queste sere con la voce che trema e gli occhi spalancati su un futuro che vede sbarre e tintinnii di chiavi che aprono cancelli? Chi? Chi glieli ridà questi anni persi? Questi pezzi di vita svenduta e rubata.Roggero quel giorno non ha scelto di uccidere. Stava lavorando. Come fa da 49 anni a questa parte. Anche l’altra sera tardi, era ancora nel suo negozio per far le ultime consegne. Perché se la condanna dovesse essere confermata Roggero sarà costretto a chiudere l’attività. Dicono che i malviventi erano in fuga. Ma i rapinatori era ancora lì nel retro del suo negozio. Nella sua proprietà privata. Che lui ci ha messo una vita intera per costruire. Ma la fuga non è un patentino di impunità. Un salvacondotto di immunità. Un’attenuante. Un lasciapassare. La fuga non cancella ciò che è stato prima. Il panico. La paura. Quel conto alla rovescia con la pistola puntata in faccia. Non cancella l’aggressione. Le minacce. I pugni. Le pistole puntate. Il terrore di non vedere più vive moglie e figlia.Ecco, se anche i giudici peseranno sulla bilancia, la fuga molto più che l’aggressione, allora vorrà dire che oggi, 15 luglio, abbiamo deciso di stare dalla parte dei delinquenti e non dei cittadini onesti.Serenella Bettin, 15 luglio 2026L'articolo Mario Roggero, l’ultima notte (forse) da uomo libero proviene da Nicolaporro.it.