Caro vacanze, viaggiare è diventato un lusso: in dieci anni voli triplicati e hotel a +69%. Così cambiano anche le abitudini degli italiani

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Mettiamo il caso che dieci anni fa un biglietto per un volo nazionale costasse 100 euro. Oggi, per imbarcarsi sulla stessa identica tratta, di euro ce ne vogliono quasi 300. È questa l’istantanea più nitida di come l’estate italiana sia scivolata verso un carovita senza precedenti. Andare in vacanza è diventato un lusso. A rivelarlo è lo studio del Centro di formazione e ricerca sui consumi, che ha passato al setaccio i dati Istat confrontando i prezzi di un decennio fa con quelli attuali. Il risultato? Rincari record per voli, traghetti e hotel, ma anche per cibo e carburante.Voli e traghetti fuori controllo, dormire fuori costa il 69% in piùA trainare la volata dei rincari sono il viaggio e il pernottamento. Spostarsi in aereo all’interno dei confini italiani costa il 193,3% in più, mentre per i voli europei l’impennata si attesta al 187,1%. Più contenuta la crescita dei voli intercontinentali (+67,7%), frenati anche dai timori geopolitici e dalle tensioni in Medio Oriente. Anche i costi dei traghetti non sono da meno: per raggiungere le isole i biglietti hanno registrato un balzo del 92,1%, raddoppiando quasi i costi per le famiglie. Una volta arrivati a destinazione, la batosta continua negli alberghi, le cui tariffe medie sono cresciute del 68,8%. I pacchetti “all inclusive” segnano un +46,4%, mentre per chi cerca di contenere le spese, i campeggi e i villaggi turistici rappresentano l’opzione più stabile, fermandosi a un incremento del 22,1%.I carburantiIl salasso non si esaurisce con la prenotazione di viaggio e hotel, ma prosegue giorno dopo giorno. Chi decide di muoversi in auto deve fare i conti con un aumento del gasolio del 61% e della benzina del 28,5%, a cui si aggiungono i rincari dei noleggi vetture (+27,9%) e dei biglietti del treno (+27,6%). I pedaggi autostradali, invece, mostrano una tenuta maggiore crescendo del 10,3%.I prodotti alimentariAnche pranzare sotto l’ombrellone o concedersi un piccolo sfizio ha tutto un altro sapore finanziario. Tra i prodotti alimentari estivi svettano i pomodori (+74%), seguiti a ruota da insalata (+41,2%) e frutta fresca (+39,8%). Persino i simboli del refrigerio stagionale subiscono i colpi dell’inflazione: il gelato costa il 36,2% in più, il pesce il 33,7% e l’acqua minerale subisce un aumento del 33%. Al contrario, ci sono beni che hanno retto meglio l’onda d’urto: la birra è cresciuta “solo” del 16,4% e i condizionatori del 15%, dimostrando come i rincari abbiano colpito in modo asimmetrico.Vacanze “mordi e fuggi” e mete vicineQuali sono i motivi dietro a questo boom? Il C.r.c. individua una combinazione di fattori precisi: l’esplosione della domanda dopo la pandemia, i tagli operati dalle compagnie su alcune rotte nazionali, la crescita dei costi di gestione e i sofisticati algoritmi di tariffazione dinamica che alzano i prezzi nei momenti di picco della richiesta. Questo scenario ha finito per scardinare le storiche abitudini degli italiani. Come spiegato da Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del C.r.c., se dieci anni fa la classica vacanza estiva durava mediamente undici giorni ed era concentrata quasi interamente nel blocco di agosto, oggi si preferisce spezzettare il riposo. Si scelgono viaggi decisamente più brevi, da tre o quattro notti, distribuiti nei mesi di giugno, luglio e settembre per intercettare tariffe più morbide. Non solo: si viaggia molto più vicino a casa e si rinuncia a varcare i confini. La percentuale di italiani che sceglie di trascorrere le ferie estive all’estero è letteralmente crollata, passando dal 25,5% di un decennio fa a un magro 12%.L'articolo Caro vacanze, viaggiare è diventato un lusso: in dieci anni voli triplicati e hotel a +69%. Così cambiano anche le abitudini degli italiani proviene da Open.