Federica Brignone, la promessa sulla vita privata segreta: «So già quando vorrò un figlio». La rabbia sui soldi nello sci e Sinner: «Non è Alberto Tomba»

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«Non ho paura di piantarla lì con lo sci. Se dovessi lasciare, non sarei preoccupata: avrei mille opzioni. Vivo alla giornata, ma ho programmi a breve, medio e lungo termine. Ah, quando smetterò vorrò viaggiare e andare a fare surf in giro per il mondo. Anzi, farò il giro del mondo surfando». È lo sguardo sereno e leggero sul futuro che Federica Brignone affida al Corriere della Sera in una lunga intervista. La fuoriclasse azzurra si è confidata a ruota libera con Flavio Vanetti, parlando del suo domani lontano dalle piste ma anche delle sofferenze fisiche che hanno accompagnato i suoi recenti trionfi: «Dopo la discesa ho avuto molto male: mettevo gli scarponi e non camminavo. Ero in crisi, in bilico tra contentezza e sofferenza, con la tentazione di mollare perché ero già andata oltre l’immaginabile. Ma una parte di me è insorta e mi ha detto di tenere duro: il “qui e ora” ha funzionato ed è stato magico».Il dolore di Cortina e la tentazione di mollareLa prossima stagione agonistica resta un obiettivo chiaro per la valdostana, ma tutto dipenderà dalle risposte della gamba sinistra, reduce dal grave infortunio. La determinazione è quella di sempre, ma a patto che il fisico risponda: «Farò di tutto per esserci, valuterei lo stop solo se avessi ancora tanto male», spiega Brignone. Il pensiero corre inevitabilmente ai giorni gloriosi e difficilissimi di Cortina, dove il leggendario doppio oro olimpico è arrivato al prezzo di un dolore quasi insopportabile. In quei momenti di massima pressione, la sciatrice rivela di aver pensato seriamente di fermarsi, ma di non averlo fatto grazie a una formula magica: «Il lavoro di anni, la dedizione. È come se avessi vissuto di rendita: con mente e corpo ho contenuto varie insidie e ho superato limiti che ritenevo invalicabili. Il guaio è che i tormenti, prima, durante e dopo, sono stati così numerosi da rendere troppo brevi le gioie».I sogni di maternità e la privacy blindata con JamesOltre al sogno del surf e dei viaggi, nei suoi piani a lungo termine c’è spazio anche per la vita privata, sebbene con idee ben chiare sulla gestione della famiglia e delle tradizioni: «Diventare mamma è uno dei sogni, a differenza del matrimonio. Però la maternità sarà impossibile fino a quando rimarrò atleta». Di recente la sciatrice è apparsa in pubblico con il nuovo compagno, James, ma chi si aspetta una sovraesposizione mediatica o annunci social rimarrà deluso. Ferita dalle intrusioni subite subito dopo i Giochi, la sciatrice mette le cose in chiaro con la sua proverbiale schiettezza: «Tuttora sono riservata: di me e James nessuno saprà nulla». Sebbene cerchi sempre di essere disponibile con i tifosi che la riconoscono ovunque, non nasconde il fastidio per l’invadenza: «Non mi piace quando qualcuno mi riconosce e lo segnala a tutti: in quei casi vorrei nascondermi».Sinner e le differenze tra tennis e sciL’intervista tocca poi i grandi temi dello sport italiano, a partire dalla “Sinner-mania”. Per il tennista altoatesino le parole sono solo di grande stima e rispetto: «È super: è più maturo rispetto alla sua età, è rispettoso, corretto, concentrato. Ma non è l’Alberto Tomba visto in certe situazioni». Brignone però non nega le profonde differenze economiche e di tutele tra il tennis e il mondo dello sci. Un divario di status che riassume con una battuta tanto ironica quanto sincera: «Jannik può permettersi di viaggiare con il suo aereo, io l’altro giorno ho preso Ryanair ed ero seduta tra la gente».Il calcio e i social: «Una malattia»Le critiche più affilate la campionessa azzurra le riserva però al mondo del pallone e all’aggressività del web. Commentando le dinamiche del calcio, sentenzia senza giri di parole: «Il calcio, mi spiace dirlo, è troppo politico e manipolato. Detesto poi l’invadenza dei social: come si fa a insultare chi sbaglia un rigore? I social sono una malattia». Una lucidità che si riflette anche nella piena consapevolezza del proprio valore storico e dei traguardi raggiunti in carriera. Federica Brignone sa esattamente quale sia il suo posto nel pantheon dello sci alpino: «Nel punto indicato dai risultati: sono tra le dieci di tutti i tempi. L’impresa di Cortina mi ha però consentito di superare dei limiti che tanti colleghi non hanno potuto passare: è un valore aggiunto alla mia carriera».Il docufilmE per chi vorrà scoprire i lati meno noti e più intimi di questo percorso straordinario, la storia recente e i trionfi di Cortina diventeranno presto un docufilm, atteso per il prossimo autunno o inverno. Un progetto che raccoglie immagini girate tra i mesi freddi e la stagione estiva, arricchito da interviste ravvicinate alla sciatrice e alla sua famiglia. La stessa Brignone si dice «gasata ed emozionata» per l’imminente uscita della pellicola, svelando quanto profondo e ravvicinato sia stato il lavoro del regista: «Chi ha avuto l’idea mi è stato a lungo a fianco: era nella mia stanza perfino la sera prima del superG olimpico mentre preparavo lo zaino».L'articolo Federica Brignone, la promessa sulla vita privata segreta: «So già quando vorrò un figlio». La rabbia sui soldi nello sci e Sinner: «Non è Alberto Tomba» proviene da Open.