Legge elettorale, l’appello di Meloni a «metterci la faccia» non basta: anche il voto finale sarà segreto. Sì alle preferenze da FI e Lega, c’è pure Vannacci – La diretta

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Alla fine il voto sarà segreto, compreso quello finale. Nonostante l’invito di Giorgia Meloni a votare a scrutinio palese sfidando le opposizioni a «metterci la faccia», la presidenza della Camera ha dato il via libera allo scrutinio segreto su circa un centinaio di emendamenti alla legge elettorale, sui 200 presentati, oltre che sugli articoli 1, 2 e 3. Lo riporta l’Ansa, secondo cui il presidente di turno Fabio Rampelli ha spiegato che la richiesta delle opposizioni «può essere accolta per tutte le proposte emendative e gli articoli del provvedimento per cui sussistono i requisiti». Rampelli ha annunciato anche la distribuzione di una tabella con l’elenco completo delle votazioni segrete accolte, comprensiva pure del voto finale.Perché Forza Italia e Lega hanno cambiato idea sulle preferenzeLa giornata si era aperta con un dietrofront degli azzurri proprio sul nodo delle preferenze. All’assemblea del gruppo, il presidente dei deputati Enrico Costa ha annunciato il cambio di rotta sull’emendamento proposto da FdI e Noi Moderati, poi sostenuto anche da Forza Italia e Lega, per reintrodurre le preferenze con un sistema semi bloccato, capolista scelto dalle segreterie di partito e resto della lista deciso tramite crocette. Meloni ha commentato così la mossa delle opposizioni: «A questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se i partiti di opposizione che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani». E ha rincarato: «Sfido le opposizioni a non chiedere il voto segreto, ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani». Anche la Lega di Matteo Salvini ha virato sul sì, spiegando in una nota che il sistema misto garantisce «la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori». Il vicepremier Antonio Tajani ha parlato di una proposta di compromesso «accettabile perché rimane il principio fondamentale della legge», pur ammettendo che resta un nodo aperto sulla rappresentanza femminile.Cosa chiedevano le opposizioni e chi vota controPd, M5S e Avs avevano chiesto formalmente al presidente della Camera Lorenzo Fontana che l’intera proposta di legge fosse votata a scrutinio segreto, dagli emendamenti fino al voto finale, una richiesta poi sostanzialmente accolta secondo quanto confermato dall’Ansa. La segretaria del Pd Elly Schlein aveva intanto criticato le priorità dell’esecutivo: «Tra la produzione industriale in calo continuo, i prezzi dell’energia più cari d’Europa e gli stipendi più bassi, la priorità di questo governo è la legge elettorale». Il Movimento 5 Stelle ha annunciato voto contrario all’emendamento di FdI, il capogruppo Alfonso Colucci ha liquidato la questione così: «Non abbiamo nemmeno avuto bisogno di discuterne, sono preferenze finte e votiamo no». Anche Roberto Vannacci ha espresso dissenso nel merito pur annunciando voto favorevole: «Il loro emendamento mantiene i capolista bloccati e lascia il potere nelle segreterie di partito, noi vorremmo che tutti i parlamentari fossero eletti con le preferenze».L'articolo Legge elettorale, l’appello di Meloni a «metterci la faccia» non basta: anche il voto finale sarà segreto. Sì alle preferenze da FI e Lega, c’è pure Vannacci – La diretta proviene da Open.