Per chi utilizzava i telefoni cellulari nei primi anni Duemila era quasi un gesto automatico: bastava togliere il coperchio posteriore, estrarre la batteria scarica e sostituirla con una già carica per ripartire immediatamente. Con l'arrivo degli smartphone moderni questa possibilità è praticamente scomparsa.Oggi quasi tutti i dispositivi hanno batterie integrate, fissate all'interno della scocca con sistemi di montaggio che rendono difficile la sostituzione anche per gli stessi centri di assistenza. Una scelta che ha contribuito a far diventare i telefoni più sottili e resistenti, ma che ha anche un rovescio della medaglia: il componente si degrada più rapidamente ed è diventato anche quello più complicato da sostituire, costringendo spesso a cambiare l'intero telefono. Ma attenzione: dal 18 febbraio 2027 l'Unione Europea introdurrà nuove regole con l'obiettivo di renderli più riparabili e longevi.. Perché sono state sigillate? Una scelta di designAndando per ordine, la scomparsa delle batterie removibili non fu dovuta soltanto a ragioni commerciali, come spesso si sostiene (ossia per "costringere" l'utente a dotarsi di un nuovo telefono di volta in volta), ma anche a esigenze progettuali. Eliminando sportelli, ganci e contatti elettrici vari, i produttori hanno potuto utilizzare telai in alluminio e vetro molto più rigidi, ridurre lo spessore dei dispositivi e sfruttare al meglio ogni millimetro interno unità di ricarica più capienti, fotocamere più grandi e componenti elettronici sempre più complessi.. Le batterie sigillate hanno inoltre facilitato l'introduzione della ricarica wireless e soprattutto delle certificazioni di impermeabilità, oggi quasi indispensabili nei modelli di fascia medio-alta. Anche la sicurezza ha avuto dei vantaggi: se uno smartphone viene rubato, infatti, non è più possibile spegnerlo semplicemente rimuovendo la batteria, rendendo più efficaci i sistemi di localizzazione e di blocco remoto.. Nuove regolePer i motivi elencati, la normativa europea non andrà a ripristinare del tutto lo stato precedente, ma stabilirà un principio diverso: la batteria potrà essere rimossa e sostituita dall'utente utilizzando normali utensili reperibili in commercio, senza ricorrere a solventi, pistole ad aria calda o strumenti a disposizione solo delle aziende produttrici.. I costruttori dovranno inoltre fornire istruzioni chiare per la sostituzione e garantire la disponibilità dei ricambi per almeno cinque anni dopo l'uscita dal mercato dell'ultimo esemplare di ciascun modello. Sono previste alcune eccezioni, soprattutto per prodotti in cui la sicurezza o particolari condizioni d'uso rendano impossibile un'azione diretta da parte dell'utente.. Più sostenibiliL'obiettivo principale di questi interventi è quello di allungare la vita degli smartphone e di ridurre la quantità di rifiuti elettronici prodotti ogni anno. Oggi molti dispositivi vengono sostituiti non perché siano tecnologicamente superati, ma semplicemente perché la batteria ha perso gran parte della capacità originaria e il suo rimpiazzo risulterebbe costoso.. Rendere questo componente facilmente sostituibile dovrebbe favorire il riutilizzo dei telefoni, limitare il consumo di materie prime come litio, cobalto e nichel e incentivare un mercato delle riparazioni più competitivo. Resta ora da capire come reagiranno i produttori, dovendo riprogettare completamente gli smartphone, cercando soluzioni capaci di mantenere design sottili e impermeabilità pur rispettando i nuovi requisiti europei..