Spagna Argentina da record: è la prima finale Mondiale “monolingua” dai tempi del 1930

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Spagna Argentina è già storia: sarà la prima finale Mondiale “monolingua” dal 1930, un evento raro che non si verificava dalla primissima edizioneLa lunga attesa sta per finire: la finale dei Mondiali al MetLife Stadium del New Jersey è ormai alle porte. L’epilogo del torneo nordamericano mette di fronte due nazionali che più di tutte hanno acceso l’immaginazione dei tifosi: da una parte la Spagna del talento cristallino di Lamine Yamal, dall’altra l’Argentina guidata dal carisma intramontabile di Leo Messi, ancora una volta capace di trascinare l’Albiceleste fino all’atto conclusivo del Mondiali 2026. Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondoIl campo stabilirà chi solleverà la Coppa del Mondo: se saranno Rodri, Dani Olmo e compagni, pronti a riportare la Spagna sul tetto del mondo per la seconda volta nella storia, oppure gli “italiani” Lautaro Martínez e Nico Paz, chiamati a regalare all’Argentina il quarto titolo.Una finale in spagnolo: una rarità storicaOltre al talento e alle ambizioni, Spagna e Argentina condividono anche un elemento curioso: la lingua. Entrambe parlano spagnolo, una coincidenza che potrebbe sembrare di colore, ma che nella storia dei Mondiali è quasi un unicum.In 23 edizioni della Coppa del Mondo, questa situazione si è verificata solo una volta: nel 1930, quando a Montevideo si affrontarono Uruguay e Argentina. Da allora, mai più una finale tra due nazionali accomunate dalla stessa lingua ufficiale.Il precedente del 1930Era il 30 luglio 1930, allo Stadio del Centenario. Davanti a quasi 70.000 spettatori, l’Uruguay vinse la prima finale della storia, mentre l’Argentina dovette attendere il Mondiale casalingo del 1978 per tornare all’ultimo atto e conquistare il trofeo.Dalla seconda edizione, quella italiana del 1934, fino a oggi, le finali hanno sempre visto protagoniste nazionali di lingue diverse, nonostante l’allargamento progressivo del numero di partecipanti.Perché è così raro?Le combinazioni possibili sono poche:solo otto nazionali hanno vinto almeno un Mondiale;solo tredici hanno raggiunto almeno una finale;tra queste, lo spagnolo è l’unica lingua ad aver prodotto più di una campionessa del mondo (Spagna, Argentina, Uruguay).Ecco perché la finale del 19 luglio rappresenta una singolarità linguistica che difficilmente si ripeterà spesso, anche in futuro.Scenari futuri: altre finali “monolingua”?Guardando avanti, non mancano ipotesi suggestive:una finale Portogallo‑Brasile, tutta in portoghese;una finale “francofona” Francia‑Marocco, scenario oggi tutt’altro che improbabile;una finale in inglese Inghilterra‑USA, se gli inglesi riuscissero a superare il loro storico blocco mondiale;una finale “fiamminga” Belgio‑Paesi Bassi, affascinante e tecnicamente possibile;una finale in tedesco Germania‑Austria o Germania‑Svizzera, improbabile ma non impossibile.E l’italiano? Possibilità remote ma non nulleUna finale che parli italiano è quasi fantascienza, ma non del tutto impossibile:l’italiano è lingua ufficiale della Svizzera, quindi un eventuale Italia‑Svizzera sarebbe una finale “bilingue” con una componente italiana;l’altro Stato che ha l’italiano come lingua ufficiale è San Marino, ma immaginare la nazionale del Titano in finale resta un sogno romantico e irrealizzabile.Prima di tutto, però, l’Italia deve tornare a partecipare al Mondiale e, un giorno, a competere per una finale.