La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori dopo l’assalto alla sua attività nel 2021. In un’intervista al Corriere della Sera, la premier conferma di aver autorizzato il ministro della Giustizia Carlo Nordio ad avviare l’istruttoria per una possibile grazia, ribadendo però che la decisione finale spetta esclusivamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.Meloni: “Sono stata io a dire a Nordio di andare avanti”La premier chiarisce il ruolo del Governo nella vicenda, spiegando che l’iniziativa del Guardasigilli rientra nelle sue prerogative. «Ma certo, gli ho detto io di andare avanti. Bisogna chiamare le cose con il loro nome: una cosa è il potere di concedere la grazia e nessuno ha mai messo in dubbio che questa prerogativa appartenga esclusivamente al Quirinale, ma ciò non vieta al Guardasigilli di istruire il procedimento», afferma Meloni. La presidente del Consiglio sottolinea che il percorso istruttorio non interferisce con le competenze del Capo dello Stato, titolare esclusivo del potere di concedere la grazia.“Chi può giudicare il trauma vissuto da Roggero?”Nel corso dell’intervista, Giorgia Meloni invita a riflettere sulle condizioni psicologiche di chi subisce una rapina violenta. «Chi è in grado di giudicare il dolore, il trauma, lo stress e la paura di quest’uomo?», si chiede la premier, sostenendo che molti giudizi vengono espressi «senza il beneficio del dubbio».Secondo Meloni, il caso Roggero richiama una problematica che si ripresenta più volte ogni anno in Italia: quella delle vittime di gravi aggressioni che reagiscono in condizioni di forte alterazione emotiva. La premier richiama inoltre la giurisprudenza che, in alcuni casi, ha riconosciuto situazioni di stress estremo, esasperazione e disperazione delle vittime, elementi che possono incidere sulla capacità di valutare lucidamente il pericolo.“C’è un problema di proporzionalità delle pene”Meloni si interroga anche sulla capacità di intendere e di valutare il pericolo in situazioni di estrema violenza. «Siamo sicuri che in quel momento fosse capace di intendere? Siamo sicuri che esista un modo per misurare quando una minaccia è realmente cessata per una persona che si è vista a un passo dalla morte insieme ai propri familiari?», osserva.La presidente del Consiglio richiama inoltre gli effetti dell’adrenalina sul comportamento umano, ricordando come la letteratura scientifica descriva la reazione di “combattimento” che si attiva durante un’aggressione. Infine evidenzia quello che definisce un problema di proporzionalità delle pene: «Non si possono dare otto anni a dei pedofili o meno di dieci anni per alcuni casi di stupro di gruppo e poi condannare a morire in carcere questo gioielliere».L’appello della moglie di Roggero al presidente MattarellaNel frattempo, Mariangela Sandrone, moglie di Mario Roggero, affida a La Stampa un appello rivolto direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Mi rivolgo a lui come moglie e come madre, con il massimo rispetto per il suo ruolo. Gli chiedo di guardare oltre le carte processuali, di considerare l’età di Mario, i traumi che ha subito e il fatto che non rappresenta un pericolo per la società. Gli chiedo un atto di clemenza e di umanità».La donna racconta il dolore per l’arresto del marito, oggi 72enne, parlando di una casa improvvisamente silenziosa e di una vita completamente cambiata.“Mario non è un giustiziere”Sandrone respinge l’immagine del marito come “giustiziere”, descrivendolo invece come un uomo profondamente segnato dalle due rapine subite e dal trauma vissuto. «Fuori da quel negozio Mario è un marito, un nonno e un lavoratore instancabile. È sempre stato una persona che ha messo la protezione della famiglia davanti a tutto. Dopo quella giornata è rimasto profondamente traumatizzato».Secondo la moglie, la prova più difficile è stata assistere al cambiamento del marito dopo le rapine, convivendo per anni con la paura di nuove aggressioni, il peso del processo e l’attesa della sentenza definitiva. «La nostra vita è finita la sera della rapina, molto prima della condanna. Oggi spero che la giustizia non cancelli la vita di chi si è trovato a subire la violenza tra le mura della propria casa», conclude.Questo articolo Caso Roggero, Meloni: “Ho autorizzato Nordio ad avviare la pratica di grazia” proviene da LaPresse