Il retroscena è lo scrive Francesco Verderami, notista politico del Corriere della Sera. Dice che Giorgia Meloni, dopo aver incassato la sconfitta in parlamento sull’emendamento che puntava a reintrodurre le preferenze, abbia aperto il calendario per controllare quando andare al voto. Prima della scadenza naturale della legislatura. Il paradosso è servito. Le opposizioni chiedono a gran voce alla premier di “salire al Quirinale” e di prendere atto del fallimento del governo, ma a dire il vero temono come il fuoco l’ipotesi di andare al voto subito (soprattutto con questa nuova legge elettorale che non avrà le preferenze ma richiede l’indicazione di un candidato premier, cosa non semplicissima per il campo largo). Il centrodestra invece avrebbe tutto il vantaggio a presentarsi subito agli elettori, contro avversari ancora divisi, ma Meloni non è una da azzardi di questo tipo e soprattutto non con il Rosatellum come legge elettorale, che con la presenza di Vannacci rischierebbe di far vincere il centrosinistra. Ecco perché la premier ha aperto sì il calendario, avrebbe addirittura scelto una data, ma tentenna un po’ prima di far scivolare giù il masso dalla montagna.La data prescelta sarebbe quella del 4 aprile. Una domenica. Significherebbe anticipare di sei mesi quasi il naturale ritorno alle urne, ma non sarà cosa semplice. Scrive Verderami che anche il centrodestra ha le sue gatte da pelare, come coalizione. La sconfitta sulle preferenze ha fatto venire fuori i franchi tiratori, dimostrando che nella Lega e in Forza Italia ci sono due fazioni non così allineate ai rispettivi leader. Fazioni che hanno voluto mandare un segnale.Va detto che da un punto di vista formale, e di tattica parlamentare, Meloni avrebbe potuto scongiurare i franchi tiratori facendo iniziare l’iter al Senato. Qualcuno sostiene insomma che sia stato fatto apposta per far venire alla luce i “traditori”, come li hanno chiamati alcuni quotidiani. Verderami riporta che in una riunione con Meloni si sia discusso di questa eventualità. Ma che la premier abbia preferito tirare dritto anche per dare un segnale al Paese. Tipo: noi ci abbiamo provato a reintrodurre le preferenze, tanto popolari tra gli elettori, ma qualcuno ce lo ha impedito. Sconfitta a livello parlamentare, vittoria a livello di consensi.L'articolo Meloni ha scelto la data per il voto: “È una domenica” proviene da Nicolaporro.it.