Milano 2027, Calabresi: “Usare mio padre nella politica di oggi è miserabile. Io i conti con quella storia li ho fatti”

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Mario Calabresi torna a parlare del proprio possibile impegno politico a Milano e lo fa respingendo con nettezza le polemiche che tirano in ballo la figura del padre, il commissario Luigi Calabresi, ucciso nel 1972. Dal palco del Teatro Nazionale, durante la presentazione del nuovo libro “Le voci degli altri” in dialogo con Paolo Giordano, Calabresi ha definito “un po’ miserabile” l’uso di quella vicenda nella polemica politica di oggi. “Penso che utilizzare oggi il tema di mio padre, degli anni Settanta, nella polemica politica attuale sia un po’ miserabile. I conti con quella storia io li ho fatti fino in fondo”, ha detto.Calabresi: “Il mondo di oggi è completamente diverso”Il riferimento è alle critiche arrivate sia da alcuni ambienti della sinistra sia da giornali dell’area di centrodestra sull’ipotesi di una sua candidatura nello schieramento progressista. “Adesso c’è un po’ un gioco che viene fatto sia in qualche pezzettino di sinistra un po’ vecchia, chiusa, ideologica, sia dai giornali della destra che dicono: ‘Ma come fa il figlio del commissario Calabresi a candidarsi col centrosinistra?'”, ha spiegato. La risposta del giornalista è netta: “Sono passati più di 50 anni, il mondo di oggi è completamente diverso. Io guardo ai bisogni di questo Paese in questo momento e sto nella parte del campo che secondo me può dare le risposte migliori e meno conflittuali a questi bisogni”. Calabresi ha anche lasciato intendere di essere pronto a reagire sul piano legale contro chi continuerà a utilizzare il tema in questi termini: “Penso che uno di questi prima o poi lo querelo, come quei viaggi che fai una volta nella vita”.Calabresi e Milano: “Non tutto può essere a pagamento”Nel corso della stessa serata Calabresi è entrato anche su uno dei temi destinati a pesare nella discussione sulla Milano del futuro: la progressiva riduzione degli spazi pubblici gratuiti o comunque economicamente accessibili. “A Milano avere socialità gratuita è diventato impossibile“, ha osservato. “Il tema è rimettere al centro il fatto che non tutto può essere pagato. L’idea che gli spazi sociali pubblici possano diventare privati è qualcosa che spegne le luci, toglie spazio e possibilità”. Calabresi ha citato come esempio il Lido di Milano, ricordando quando da bambino lo frequentava insieme ai fratelli a costi molto contenuti e poteva utilizzare gratuitamente gli spazi per giocare a calcio, basket o pallavolo. “Oggi è stato dato in concessione a una società privata spagnola, c’è la preiscrizione, mandano l’offerta per la tessera che precede l’abbonamento. Quel luogo non esiste più e vedo uno spazio pubblico che non è più pubblico“, ha detto.“Non possiamo avere una città fatta di tanto privato”Il ragionamento di Calabresi non è una critica generalizzata all’iniziativa privata. “Sicuramente i privati sono più efficienti, non ho niente contro il business privato”, ha precisato. Ma, ha aggiunto, “dobbiamo tenerci cari e salvare i luoghi pubblici. Non possiamo avere una città fatta di tanto privato“. Un altro esempio citato è il campo XXV Aprile, dove secondo Calabresi il rischio è quello di modificare ulteriormente la funzione pubblica degli spazi esistenti. “Ci vogliono fare campi da padel. Ma non puoi lasciar vivere il campo XXV Aprile?”, si è chiesto. Per il giornalista servirebbe recuperare una concezione della città capace di offrire occasioni di incontro anche fuori dalle logiche commerciali, richiamando esperienze come l’Estate romana di Renato Nicolini: eventi, luoghi e serate in cui “non si paga il biglietto”. È anche da qui, dunque, che sembra prendere forma il profilo politico di Calabresi: meno polarizzazione, più servizi e spazi accessibili, con una Milano che torni a garantire occasioni di socialità non necessariamente legate alla capacità di spesa.L'articolo Milano 2027, Calabresi: “Usare mio padre nella politica di oggi è miserabile. Io i conti con quella storia li ho fatti” proviene da Nicolaporro.it.