Brasile, il figlio di Bolsonaro supera Lula al primo turno: ballottaggio con meno di 2 punti di distacco

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BRASILIA — Sette punti alle 19.14, meno di due alle 22.55. In poco più di tre ore il vantaggio di Flávio Bolsonaro su Luiz Inácio Lula da Silva si è ridotto fino quasi a sparire, ma è rimasto. Con il 99,96% delle sezioni scrutinate, il senatore di Rio de Janeiro e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro ha chiuso il primo turno delle presidenziali brasiliane al 47,1%, contro il 45,1% del capo dello Stato uscente.Il distacco è di 2,25 milioni di voti, pari a 1,89 punti, secondo i dati del Tribunale superiore elettorale, la corte che in Brasile gestisce il voto, ripresi dal Washington Post. Nessuno dei due ha raggiunto la maggioranza assoluta e il Paese tornerà alle urne domenica 25 ottobre per il ballottaggio. Il risultato è più stretto di quanto indicassero i sondaggi: Datafolha, l’istituto più seguito del Brasile, tre giorni prima del voto dava Lula avanti di tre-cinque punti.Il conteggio è cominciato alle 17 di Brasilia (le 22 in Italia), senza exit poll. Alle 19.14, con due terzi delle schede scrutinate, Flávio era al 49,6% e Lula al 42,3%. Alle 20.40 il margine era sceso a 3,65 punti, poco prima delle 23 (le 4 in Italia) a 1,89. Gli aventi diritto erano circa 158,7 milioni.Flávio Bolsonaro, 45 anni, ha parlato davanti a casa sua, a Brasilia. «Il Brasile vuole il cambiamento, questa è la lettura di quel che è successo oggi», ha detto; «è la fine dell’era del Partito dei Lavoratori». Alla Cnn ha aggiunto di «non vedere l’ora di riprenderci la democrazia fra tre settimane» e ha rilanciato una delle sue proposte, l’abolizione della rielezione del presidente: «Mi basta un mandato».Lula, 80 anni, candidato a un quarto mandato non consecutivo con il vicepresidente Geraldo Alckmin del Partito Socialista Brasiliano, ha risposto da San Paolo. «Sono molto bravo negli scontri a eliminazione diretta, vedremo chi ha il progetto migliore», ha detto. Sul rivale: «Dall’altra parte abbiamo un’incognita, con una biografia dal passato tenebroso».Il Senato cambia coloreIeri si rinnovavano anche i 513 deputati, 54 degli 81 senatori e i governatori dei 27 Stati. Il Partito Liberale di Bolsonaro è in testa in 19 dei 54 seggi senatoriali in palio, contro i 7 del centrista Movimento Democratico Brasiliano e i 5 del Partito dei Lavoratori. Sommando i senatori non in scadenza, la formazione dei Bolsonaro arriverà a circa 28-30 seggi, quella di Lula a 8. Alla Camera il Partito Liberale guida con 123 deputati e il 23,3% dei voti; la federazione di sinistra Brasil da Esperança, che riunisce il Partito dei Lavoratori con comunisti e verdi, si ferma a 76 seggi.Il Partito Liberale ha conquistato almeno cinque governatorati al primo turno, Republicanos altri tre. A San Paolo, lo Stato più popoloso del Paese, il governatore uscente Tarcísio de Freitas, ex ministro delle Infrastrutture di Jair Bolsonaro, è stato rieletto al primo turno con circa il 63% dei voti contro Fernando Haddad, ex ministro delle Finanze di Lula e candidato presidenziale nel 2018.A Brasilia Michelle Bolsonaro, ex first lady e matrigna di Flávio, è stata eletta senatrice del Distretto Federale con il 29% dei voti: è la prima ex first lady a entrare in Senato. In Minas Gerais, secondo Stato per popolazione, ha vinto Cleitinho Azevedo con il 55,4%. A Rio de Janeiro la corsa per il governatore andrà al ballottaggio.Il padre in cellaJair Bolsonaro, 71 anni, sta scontando una condanna a 27 anni per il tentativo di ribaltare la sconfitta del 2022 contro Lula ed è ineleggibile fino al 2030. In quella elezione Lula vinse per meno di due punti, lo stesso margine di ieri a parti invertite. Flávio ha promesso di cercare la scarcerazione del padre se eletto e ne ha ripreso le accuse sull’affidabilità delle urne elettroniche. Sabato, nell’ultimo giorno di campagna, ha guidato una carovana di moto nello Stato di San Paolo con un ritratto del padre in mano.Il candidato è indagato per il finanziamento di «Dark Horse», un film biografico sul padre pagato da un banchiere oggi in carcere e legato allo scandalo del Banco Master. In aprile la Corte suprema ha autorizzato la polizia federale a indagare su sue presunte dichiarazioni diffamatorie contro Lula. Ieri sera Flávio non è tornato sull’argomento.Sabato Lula aveva descritto il voto come una scelta tra «democrazia e barbarie» e aveva denunciato l’«ingerenza» di Washington. Donald Trump non ha formalizzato un sostegno a Flávio, ma ha detto di seguire il voto brasiliano «molto da vicino». Criminalità, corruzione e il rapporto con gli Stati Uniti hanno dominato la campagna.I candidati arrivati dietro i due finalisti sono tutti di destra. Lo scrittore Augusto Cury ha preso il 2,89%, Renan Santos il 2,24%. Il governatore di Goiás, Ronaldo Caiado, si è fermato al 2,18%, l’ex governatore di Minas Gerais Romeu Zema allo 0,27%. Insieme valgono circa il 7,6%, ed è su quel bacino che si decide il ballottaggio. Nel voto degli espatriati, scrutinato per due terzi, Lula è avanti in 59 Paesi e Flávio in 28.«Domani cominciamo una nuova campagna», ha detto Lula ai suoi a San Paolo.