Aereo dirottato, il copilota sbugiarda i benpensanti: “L’ho fatto per Gaza”

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C’era forse qualche dubbio? No. E infatti su queste colonne, con Bruno Dardani, lo avevamo già detto chiaro e tondo. Senza i tanti fronzoli che in queste ore stavano attanagliando la stampa italiana, pronta a rubricare il dirottamento del volo Flydubai ad atto di un folle. Non era così. Non è così. E infatti oggi il copilota omanita Hammam Al-Hammami, che ha cercato di ammazzare il comandante e di schiantare l’aereo su Tel Aviv, lo ha confessato agli inquirenti degli Emirati Arabi Uniti: “L’ho fatto. ha detto – per vendicare Gaza. Volevo morire da martire”.La confessione è stata riportata da Channel 12, il principale media israeliano. Ed è proprio a Tel Aviv che si sta cercando di capire se il pilota abbia agito da solo o se sia stato “inviato” da qualcun altro. Anche lo Shin Bet sta indagando sul caso. Netanyahu nei giorni scorsi, elogiando l’intervento degli israeliani a bordo, sia quelli che hanno neutralizzato il terrorista sia quelli che hanno riportato a terra il volo, aveva parlato apertamente di attacco terroristico. Alle stesse conclusioni arriveranno gli inquirenti emiratini, vista la confessione plateale di Al-Hammami.Leggi anche:Ma chi ha messo ai comandi di un aereo per Tel Aviv un islamico radicale? di Bruno DardaniIntanto continuano a trapelare dettagli sul quanto successo quella sera. Secondo le ultime ricostruzioni, il copilota avrebbe utilizzato l’ascia di emergenza per attaccare il comandante cercando di chiudersi all’interno della cabina di pilotaggio. Solo il gesto eroico del primo pilota (che da ferito ha aperto la serratura), l’attenzione di una passeggera (che ha sentito i rumori dell’aggressione) e l’intervento di un gruppo di israeliani (che ha fatto irruzione e bloccato il terrorista) ha permesso di evitare una strage. Secondo i ben informati, se Al-Hammami fosse riuscito a uccidere il comandante senza fare rumore, avrebbe avuto gioco facile a portare a termine il suo piano jihadista: gli sarebbe bastato seguire la rotta indicata dal volo, dialogare quando necessario con la torre di controllo di Tel Aviv e gettarsi contro un grattacielo invece di atterrare all’aeroporto. Sarebbe stato impossibile, per Israele, far decollare i jet in tempo.Articolo in aggiornamentoL'articolo Aereo dirottato, il copilota sbugiarda i benpensanti: “L’ho fatto per Gaza” proviene da Nicolaporro.it.