Il conto alla rovescia è quasi finito. Domani, 6 ottobre, dalle ore 13, il CONI affronterà il caso Malagò-FIGC, prima in Giunta e poi in Consiglio nazionale. Sul tavolo resta il mancato tesseramento di Giovanni Malagò al momento della candidatura alla presidenza federale. Ma nelle ultime ore la partita si è allargata ben oltre il requisito che ha dato origine alla vicenda…Ai quattro pareri acquisiti dal CONI, secondo i quali il tesseramento rappresentava un requisito essenziale, la Federcalcio ha risposto con cinque valutazioni giuridiche di segno opposto. Gli stessi esperti interpellati dal CONI, peraltro, non hanno indicato il commissariamento come conseguenza automatica, lasciando agli organi competenti margini nella valutazione della gravità della violazione. Tuttavia, non è questo certamente l’aspetto più spinoso emerso in questa delicata vigilia.Malagò-FIGC, il nodo delle incompatibilità ora investe anche il CONI e BuonfiglioInfatti, è proprio sulla composizione del voto che la vigilia si è fatta ancora più incandescente. Dopo le discussioni sulle posizioni di Diana Bianchedi ed Elisabet Spina, il dibattito si è spostato anche sul presidente del CONI.Il tema nasce dalle attività professionali di Marco Buonfiglio, figlio del numero uno del Comitato olimpico, il quale lavora per l’agenzia Elevate: compagnia di marketing che, fra le altre cose, segue anche alcuni progetti direttamente collegati al Venezia. Nello specifico, si tratta di attività commerciali legate al nuovo stadio. Una circostanza che, inevitabilmente, ha sollevato interrogativi su un possibile conflitto di interessi.Ed è qui che Sandro Sabatini individua il paradosso della vicenda: “Malagò non era compatibile perché non era tesserato, adesso invece sono incompatibili quelli che sono tesserati? Vista da fuori, è soltanto un cavillo di battaglia per una vicenda politica. E fa acqua da tutte e due le parti”.Anche la guerra dei pareri finisce nel mirino: “Quattro dicono in un modo e cinque in maniera opposta. Non dovrebbe essere una giuria di Ballando con le Stelle o di X Factor”. Un riferimento diretto al corto circuito creato da interpretazioni giuridiche diametralmente opposte a poche ore da una decisione destinata comunque a lasciare conseguenze.Il passaggio più sorprendente arriva però guardando a ciò che potrebbe accadere dopo il voto. Per Sabatini, la contrapposizione tra Malagò, CONI e politica rischia infatti di lasciare il presidente Buonfiglio nella posizione più fragile: “I famosi vasi di ferro in mezzo al vaso di coccio… Per me alla fine tra Abodi e Malagò salta Buonfiglio, e vedrai se non va a finire così”.Domani arriverà il voto. Ma, comunque finisca, l’impressione è che il caso Malagò sia ormai diventato un caso dell’intero sistema sportivo italiano.The post Malagò-FIGC, si ribalta tutto! Ora tocca a Buonfiglio? Sabatini: “Sembra X Factor…” appeared first on Radio Radio.