Lun, 5 Ott 2026L’Autorità apre al ciclo quinquennale, ma chiede più concorrenza tra broadcaster, meno rigidità sulle esclusive e lascia sul tavolo l’ipotesi di un canale della Lega in caso di mancata assegnazione.DiMarco SacchiCondividi l'articolo(Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)Via libera dell’Antitrust alle linee guida predisposte dalla Lega Serie A per la commercializzazione dei diritti audiovisivi del prossimo ciclo, il cui bando è previsto entro la fine dell’anno. Il documento riguarda le cinque stagioni comprese tra il 2029/30 e il 2033/34 e interessa non soltanto il campionato, ma anche Coppa Italia, Supercoppa Italiana e competizioni Primavera.L’approvazione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – presente nel bollettino settimanale dell’organismo – non definisce ancora la struttura dei futuri pacchetti, che verrà stabilita negli inviti a offrire, ma fissa il perimetro all’interno del quale la Lega potrà muoversi. E soprattutto contiene indicazioni significative sul tema delle esclusive, sulla possibilità di favorire la presenza contemporanea di più broadcaster e sull’eventuale ricorso a un canale della Lega in caso di mancata vendita dei diritti.Cinque anni di diritti, ma l’Antitrust frena sulle esclusiveIl punto più rilevante riguarda proprio la durata del prossimo ciclo. Anche quello attuale, 2024-2029, è quinquennale, ma per il futuro l’Antitrust torna a sottolineare le criticità concorrenziali che possono derivare dall’abbinamento tra una lunga durata contrattuale e diritti esclusivi.Secondo l’Autorità, infatti, l’assegnazione di pacchetti esclusivi per periodi superiori a tre stagioni «non appare idonea a favorire un sano contesto competitivo», soprattutto per gli effetti sulla qualità e sulla fruibilità dei servizi offerti agli utenti. Per questo, nel caso in cui la Serie A scelga nuovamente un ciclo di cinque anni, l’AGCM ritiene che la gara dovrebbe prevedere «l’eliminazione degli ambiti di trasmissione esclusiva», almeno per una parte ampia delle licenze, attraverso pacchetti che consentano a più operatori di trasmettere gli stessi eventi.Non si tratta ancora di un divieto automatico di esclusiva. Le stesse linee guida continuano infatti a contemplare pacchetti esclusivi, ma l’indicazione dell’Antitrust è chiara: su un orizzonte quinquennale andrà favorito un modello con maggiore sovrapposizione tra le offerte e più concorrenza tra broadcaster.Come potranno essere costruiti i pacchettiLa Lega conserverà una discreta flessibilità nella costruzione dell’offerta. I diritti potranno essere venduti per piattaforma, quindi distinguendo tra satellite, digitale terrestre e Internet, oppure per prodotto, o ancora attraverso un modello misto. Per la Serie A, l’offerta iniziale dovrà comunque comprendere almeno l’80% delle partite in diretta. Inoltre, se la commercializzazione avverrà per piattaforma o con una formula mista dovranno essere predisposti almeno tre pacchetti; in caso di vendita per prodotto ne serviranno almeno due. Resterà in ogni caso vietato a un singolo operatore acquisire in esclusiva tutte le dirette su tutte le piattaforme.La Lega dovrà inoltre evitare che il pacchetto minore sia composto soltanto da gare marginali: dovrà includere almeno un quarto delle partite presenti nel pacchetto più grande e almeno la metà delle sue gare dovrà essere collocata in slot singoli serali, dalle ore 18 in avanti.Su questo punto l’Antitrust chiede però maggiore precisione. L’equilibrio tra i pacchetti non dovrà essere valutato soltanto sulla quantità delle partite, ma anche sulla loro appetibilità, tenendo conto dei club coinvolti, degli orari e dell’interesse generato dagli eventi. L’obiettivo indicato dall’Autorità è permettere a più operatori di trasmettere una parte significativa della Serie A, così da aumentare la concorrenza anche sui prezzi praticati agli utenti.Più gare condivise tra gli operatori, resta l’opzione canale della LegaIl modello suggerito dall’Antitrust va quindi nella direzione di pacchetti che siano il più possibile alternativi tra loro, e non semplicemente complementari. In altre parole, l’utente dovrebbe poter scegliere fra più operatori che offrono una quota consistente degli stessi contenuti, anziché essere costretto ad abbonarsi a più piattaforme per completare l’offerta. L’AGCM cita espressamente la possibilità di ridurre le esclusive a favore di pacchetti con una parte consistente di eventi condivisi, favorendo forme di co-esclusiva. Una struttura che, secondo l’Autorità, potrebbe ampliare la platea di utenti e rafforzare la competizione fra le piattaforme su prezzo, qualità e innovazione.Tra gli strumenti a disposizione resta anche il canale della Serie A. Le linee guida prevedono infatti che, in caso di esito negativo delle procedure competitive o di mancata assegnazione dei pacchetti contenenti le dirette, la Lega possa commercializzare un proprio canale a pagamento, assumendone la responsabilità editoriale e produttiva. Il canale potrebbe essere distribuito direttamente agli utenti in modalità B2C, oppure attraverso altri operatori in modalità B2B2C, sia in versione lineare sia on demand.L’Antitrust sottolinea tuttavia che si tratta di una soluzione residuale, legata alla mancata assegnazione dei diritti a soggetti terzi, e chiede maggiore chiarezza sui criteri che porterebbero alla sua attivazione. Secondo l’Autorità, anche la durata degli eventuali accordi di distribuzione dovrebbe essere allineata a quella massima prevista per le licenze dei diritti tv.Social, dati e nuovi dirittiIl prossimo ciclo potrà inoltre ampliare il perimetro dei prodotti commercializzati. La Serie A potrà creare pacchetti specifici per highlights e contenuti destinati alle piattaforme digitali e ai social media, oltre a valorizzare separatamente diritti legati ai dati delle competizioni, al betting, ai prediction market e alle tecnologie future. Potranno essere introdotti anche i cosiddetti diritti di Pick, attraverso i quali un broadcaster acquisisce la possibilità di scegliere alcune partite da inserire nel proprio pacchetto.Cosa succede se le offerte non soddisfano la LegaLe procedure competitive prevedono che i diritti vengano assegnati all’operatore che presenta l’offerta più alta, purché superiore al prezzo minimo stabilito dalla Lega e nel rispetto delle altre condizioni fissate dal bando. Se uno o più pacchetti resteranno invece senza acquirenti, la Lega potrà scegliere tra una nuova procedura competitiva e il ricorso alla trattativa privata, con la possibilità anche di modificare la composizione dei pacchetti. E, come extrema ratio, resta appunto la strada della distribuzione diretta attraverso il canale della Lega.Il quadro definitivo del ciclo 2029-2034 emergerà dunque soltanto con la pubblicazione degli inviti a offrire. Ma dalle indicazioni dell’Antitrust emerge già una direzione precisa: più concorrenza fra operatori, meno rigidità nelle esclusive e maggiore possibilità che una stessa parte della Serie A venga proposta da più piattaforme, soprattutto se la Lega manterrà anche per il prossimo ciclo una durata quinquennale.Developed by 3x1010