Conte si rilancia: «Vorrei andare in un club che ha perso di vista la propria storia»

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Lun, 5 Ott 2026Il tecnico italiano è senza panchina dopo l’addio al Napoli alla fine della scorsa stagione.DiChiara CostantiniCondividi l'articoloAntonio Conte (Foto: Molly Darlington/Getty Images)Antonio Conte pensa al futuro e non nasconde la voglia di tornare in panchina. Nella sua lunga carriera ai vertici del calcio, Conte ha conquistato campionati con Juventus, Chelsea, Inter e Napoli. Proprio l’ultimo scudetto conquistato nella stagione 2024/25 con il Napoli conferma l’abilità dell’allenatore di riportare una squadra a raggiungere obbiettivi importanti.Intervistato da The Athletic, Conte ha spiegato quali caratteristiche dovrebbe avere il prossimo progetto per convincerlo a ripartire. L’allenatore sogna un club con una storia importante, ma che negli ultimi anni ha perso la propria dimensione vincente. «Ci sono molti club che hanno perso un po’ di vista la loro storia. Mi piacerebbe andare in uno di questi club, rispolverare quella storia e farla brillare di nuovo», ha spiegato Conte.Per Conte, infatti, la storia di una società rappresenta anche una responsabilità per chi arriva a guidarla. «Se vai in un club in cui la storia parla da sola, una storia fatta di trofei, campionati e vittorie, puoi onorare quella storia solo in un modo: avendo l’ambizione di riportare quel club, se oggi non lo è, a competere per quegli obiettivi». La pressione, quindi, non è qualcosa da evitare, ma una componente necessaria del progetto. «So bene che ogni anno può vincere una sola squadra, ma devo portare nel cuore e instillare nei cuori dei tifosi, dei miei giocatori e dei miei dirigenti quella scintilla, quella speranza che ti fa dire: possiamo vincere».In questo processo, Conte considera essenziale il ruolo dell’allenatore. «Il manager è importante perché trasmette quel messaggio giorno dopo giorno. Ha rapporti quotidiani con tutti: il suo staff, il massaggiatore, il magazziniere, il fisioterapista, il giardiniere. Tutti devono essere coinvolti e sentirsi parte della volontà di fare la storia».Il possibile ritorno in Premier LeagueTra le destinazioni possibili c’è anche la Premier League. Conte conosce bene il campionato inglese: sono passati dieci anni dal 2016-17, quando Conte vinse la Premier League al primo tentativo con il Chelsea. Quello con Conte rappresenta anche l’ultimo titolo di campionato del Chelsea.L’Inghilterra continua ad attirarlo anche per la forza economica dei suoi club. «In Inghilterra oggi usano i bazooka, mentre ovunque altro stanno ancora usando una pistola», ha detto Conte. Attraverso le sue parole Conte evidenzia così il divario finanziario che separa la Premier League dal resto d’Europa. L’argomento è stato centro di varie discussioni riguardanti soprattutto il fair play finanziario in Premier League. Infatti, secondo l’allenatore italiano la potenza economica rappresenta sia un’opportunità, sia una responsabilità.«Dobbiamo anche stare attenti a come vengono spesi i soldi», ha sottolineato. «Puoi avere i soldi, ma devi spenderli bene». Per Conte, infatti, il denaro da solo non garantisce il successo. I soldi non sono nulla senza una direzione chiara, una visione condivisa e la capacità di trasformare gli investimenti in un progetto coerente.L’allenatore ha anche evidenziato che creare squadre con giocatori con un valore di mercato altissimo non porti la garanzia di vincere: «Guardate il Como. Cesc ha voce in capitolo. Al PSG non hanno vinto la Champions con Mbappé, Messi e Neymar. Parliamo dei migliori giocatori del mondo. Ma capisci che deve esserci equilibrio e chimica. Non puoi semplicemente pensare di mettere i migliori giocatori in una squadra e aspettarti di vincere. Non funziona così».Conte non esclude un ritorno nella stagione 2026/27Il prossimo incarico potrebbe arrivare anche a stagione iniziata. Conte ha infatti spiegato di essere disposto a prendere in considerazione un’opportunità in corsa, ma soltanto davanti a un progetto che ritenga davvero interessante. «Prenderei un lavoro in corsa se ne valesse la pena», ha detto.La base resta però ancora la stessa: trovare un club con ambizione e con una storia da riportare al centro del progetto. «Ci sono molti club che hanno perso un po’ di vista la loro storia. Mi piacerebbe andare in uno di questi club, rispolverare quella storia e farla brillare di nuovo – Club dove c’è pressione, dove sai perfettamente che non vai lì per partecipare, ma per competere».Developed by 3x1010