Zvonimir Boban bacchetta l’Italia del calcio che non premia il talento e che non ha fuoriclasse all’altezza del suo periodo d’oro. L’ex stella del Milan, ora commentatore tv, si sofferma sulla crisi del calcio italiano partendo da uno dei problemi atavici almeno dell’ultimo decennio: i giovani che non vengono valorizzati. “Il problema dell’Italia? È una questione di come si lavora nei vivai, come si sviluppano i talenti. Non è possibile che non ci sia talento in Italia ma non viene cresciuto nella maniera corretta. L’Italia dopo la generazione dei Pirlo e dei Totti non c’e un fuoriclasse straordinario o comunque un fuoriclasse”, è la riflessione di Boban, ospite di Radio Anch’io Sport su RadioUno. “Gli allenatori pensano sempre al risultato”“Gli allenatori pensano sempre al collettivo, al risultato, non allo sviluppo individuale, e avendo sempre paura del risultato alla fine optano per la sicurezza di un 3-5-2 che abbiamo visto imperversare, un sistema fatto bene da 2-3 squadre al mondo ma che non ha vinto nulla negli ultimi 30 anni“. Fra le sorprese di questo nuovo corso azzurro c’è sicuramente Kayode: “Mi chiedo perché non sia stato chiamato prima visto che ha 50 presenze in Premier. È un ottimo giocatore, molto attento, molto rapido, con le distanze giuste, difensivamente molto tosto. Contro la Francia Douè non gli è andato via nemmeno una volta”, fa notare il croato, che poi apre il capitolo Milan. Non senza critiche all’attuale gestione.“Il Milan? Non possiamo essere mediocri”“Non possiamo essere mediocri, se poi si vuole accettare ogni anno che l’ambizione massima è andare in Champions significa che non ci ho capito niente del Milan”, rimarca l’ex giocatore. “Per adesso tiene duro. Se riuscirà Amorim con lo spirito buono che ha dato, a cambiare bene le cose in positivo e andare fino in fondo in Europa League con una rosa non profonda saremo tutti felici. Però ne dubito, come ne dubita tutta l’Italia calcistica”, ha aggiunto. “Se mi piace Amorim? È ancora presto, a me non piace mai quando si gioca a tre dietro. Con il Lecce è andata meglio rispetto alle altre partite ma siamo all’inizio del processo, bisogna lasciargli un po’ di tempo. Deve convincere coi risultati“. Boban, da presidente della Dinamo Zagabria, parla anche dell’interista, Petar Sucic. “Credo debba avere più spazio, è un giocatore completo, straordinario, che ha tanta classe, tanto coraggio. È evidente che non si sente a suo agio. Se continua così non so quanto senso abbia che resti all’Inter. È una delle migliori mezzale al mondo”. “Infantino sarà rieletto alla presidenza Fifa”Sul conflitto in atto tra Fifa e Uefa, Boban invece getta acqua sul fuoco: “Credo che alla fine tutto si calmi, nessuno farà la guerra a nessuno. Nonostante certi errori, e io l’ho già criticato, non dobbiamo buttare via quanto di buono ha fatto Infantino. Alla fine si voterà per Infantino. Non credo che ci sarà opposizione e se ci sarà non avrà la forza per batterlo. Ha controllato l’Asia, Sudamerica e Africa sono sempre rimaste con lui, l’Europa non credo sia omogenea come si pensi. Non credo che avrà problemi a essere rieletto. Poi c’è sempre la voglia della Uefa di dimostrare di essere più importante della Fifa ma la Fifa è quella che governa”, osserva Boban. “Un Mondiale a 64 squadre? Il gioco non si perde. Abbiamo un Europeo di 24 squadre su 55, un Mondiale ogni 4 anni con 48 squadre su 211 Federazioni, non credo si arriverà a 64 squadre ma se così fosse non sarebbe un dramma. Del Mondiale ci ricordiamo delle semifinali e della finale o delle partite straordinarie? Non vedo una tragedia nel lasciare l’opportunità ai Paesi più piccoli di partecipare ogni 4 anni, allora che giochino in quattro. Non vedo un problema se giochino più squadre, è bello vedere le nuove nazioni crescere, divertirsi”.Questo articolo Boban e l’Italia che non premia il talento: “Mancano i Pirlo e i Totti” proviene da LaPresse