NAHA — «Il fatto che un crimine così atroce si sia di nuovo verificato ci porta a concludere che gli sforzi dei militari Usa su disciplina ed educazione ai diritti umani sono del tutto inefficaci». Il governatore di Okinawa Genta Koja, in carica da fine settembre, ha letto la frase ad alta voce davanti ai cronisti, nella sede della prefettura a Naha. Di fronte a lui il tenente generale Benjamin Watson, comandante della III Forza di spedizione dei Marines, e il console generale americano Andrew Ou. Poi ha consegnato ai due la lettera di protesta, firmata anche dal sindaco di Naha Satoru Chinen.La lettera arriva a un giorno dall’arresto di Devin Jacob Ballard, 20 anni, caporale dei Marines di stanza alla base aerea di Futenma, accusato dell’omicidio e della rapina di Anna Yagi, 39 anni, residente a Naha. La prefettura chiede la revisione dell’accordo sullo status delle forze americane, il trattato che dal 1960 regola la presenza e la giurisdizione sui militari Usa in Giappone, oltre a una disciplina più severa e a misure di prevenzione. La premier Sanae Takaichi ha già presentato una «protesta forte» a Washington.Il corpo della donna è stato trovato sabato verso le 4.30 in una stanza d’albergo di Wakasa, quartiere del capoluogo. È morta per asfissia: secondo la polizia prefetturale il marine le avrebbe «premuto sul collo». Mancavano il portafoglio e lo zaino, riferisce Reuters. Ballard è stato arrestato domenica verso l’1 di notte dentro la base e nega le accuse. Lunedì il fascicolo è passato alla Procura di Naha; le foto dell’agenzia Kyodo lo mostrano durante il trasferimento.Takaichi ha parlato domenica su X di un «incidente tanto brutale e atroce», poi lunedì in parlamento ha chiesto agli Stati Uniti «piena cooperazione» e «disciplina rigorosa fra il personale militare». Il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi ha detto che incidenti simili «non devono mai accadere». Il capo di gabinetto Minoru Kihara, portavoce del governo, ha promesso di lavorare con Washington per «ridurre il peso sui residenti locali».I precedenti del 1995 e del 2016La lettera di Koja cita due casi: l’ex marine Kenneth Franklin Gadson, arrestato nel 2016 e condannato per l’omicidio di Rina Shimabukuro, e il sottufficiale della Marina Gabriel Olivero, che nel 2019 uccise una donna giapponese e si tolse la vita. Più indietro c’è lo stupro di una dodicenne da parte di tre militari americani nel 1995, che portò in piazza decine di migliaia di persone. Okinawa fu sotto amministrazione americana dal 1945 al 1972; da allora la stampa giapponese ha contato circa 6.000 arresti di militari Usa nel Paese.Il governatore ha annunciato che andrà a Tokyo in settimana per protestare direttamente con Takaichi e Koizumi. «Un crimine atroce è avvenuto e un militare americano è stato arrestato. La situazione non può essere ignorata», ha detto. Lo riferisce Stars and Stripes, il quotidiano delle forze armate americane finanziato dal Pentagono ma con autonomia editoriale garantita per legge.Watson, dopo l’incontro, ha risposto ai cronisti: «Qualsiasi incidente grave che causi ansia alla popolazione di Okinawa preoccupa anche noi. Siamo impegnati a essere buoni vicini e a guadagnarci la fiducia degli okinawani». Il comando ha espresso «le più sentite condoglianze» alla famiglia, e l’ambasciatore Usa a Tokyo George Glass ha confermato «la nostra politica di piena cooperazione con l’indagine». Da Washington, invece, finora tacciono Dipartimento di Stato, Pentagono e Casa Bianca.Domenica un centinaio di persone ha manifestato a Naha. A Tokyo ha organizzato un presidio Sorane Sakihama, 24 anni, studentessa universitaria originaria di Okinawa, che ha detto all’Afp di aver pianto alla notizia e che martedì sera tornerà davanti all’ambasciata americana.Sull’isola vive circa la metà dei 50.000 militari americani in Giappone, e Futenma, incastonata in un’area densamente abitata, è il nodo di una disputa trentennale: Tokyo spinge per il trasferimento a Henoko, nel nord dell’isola, gli oppositori vogliono i Marines fuori dalla prefettura. Okinawa dista circa 100 chilometri da Taiwan, e proprio mentre il governo Takaichi rafforza la presenza militare sull’isola in chiave anticinese, l’omicidio di Naha riapre il fronte interno che Tokyo e Washington avevano cercato di chiudere.«Per cosa sono qui questi soldati?», ha chiesto Sakihama. «Diranno che sono qui per proteggere vite. Ma come possono dirlo quando una vita è stata tolta da uno dei loro?».