KIEV — Nella notte 205 droni russi sull’Ucraina, 172 abbattuti, e una sottostazione elettrica centrata nella regione di Kharkiv; sull’altro fronte, quello che il ministero della Difesa ucraino chiama «la guerra portata sul territorio russo», Kiev rivendica di aver messo fuori uso oltre il 51% della capacità di raffinazione della Russia. Il ministero la presenta non come una serie di colpi ma come una campagna «sistematica», raffineria dopo raffineria, da Mosca al Baltico.La valutazione, diffusa domenica sera (le 20.15 in Italia) e firmata congiuntamente da intelligence, Stato maggiore e analisti del ministero, è stata ripresa dall’Associated Press. Il 21 settembre lo Stato maggiore parlava del 45%: in due settimane il dato è salito di sei punti. «Il 51% della capacità di raffinazione colpita è un colpo significativo all’economia del nemico, alla sua capacità di condurre l’aggressione e di rifornire le sue truppe», ha detto il ministro della Difesa Yevhenii Khmara.L’elenco del ministero parte dal caso più pesante, le raffinerie dell’area di Mosca, e prosegue con Yaroslavl, a nord-est della capitale, Kirishi vicino a San Pietroburgo, uno dei più grandi impianti del Paese, poi Perm negli Urali, Saratov e Syzran sul Volga, Ilsky nel sud, fino al complesso di Ust-Luga, il terminale sul Baltico da cui parte una fetta consistente dell’export petrolifero russo. Per Khmara è «il risultato di azioni accuratamente pianificate, sistematiche e complessive, volte a paralizzare la macchina da guerra russa».Mosca non conferma e non smentisce. I funzionari russi non hanno mai diffuso dati sui danni all’infrastruttura petrolifera e il ministero della Difesa russo non ha commentato la cifra ucraina. Il 28 settembre Vladimir Putin ha firmato un decreto che limita l’accesso ai dati su raffinerie ed esportazioni energetiche.Tre giorni dopo, però, al forum del Valdai Club, la platea annuale di esperti di politica estera davanti alla quale il presidente russo parla ogni autunno, Putin ha fatto un’ammissione rara: gli attacchi sono costati alla Russia circa l’1% del Pil. «Hanno iniziato ad attaccare le raffinerie e hanno dichiarato apertamente l’obiettivo di danneggiare la nostra economia. Hanno raggiunto l’obiettivo? In parte», ha detto.Gli effetti si misurano anche alla pompa. La Russia ha prorogato il divieto di esportare gasolio fino a fine ottobre, dopo che nella prima parte dell’anno diverse regioni avevano razionato le vendite di benzina. Secondo i dati di mercato delle società di analisi Argus e Vortexa, tra luglio e agosto si contano 32 attacchi a raffinerie russe e il colpo a Perm, impianto da 260 mila barili al giorno, ha lasciato in funzione poco più di un quarto della sua capacità di distillazione. Il gasolio ha toccato prezzi record negli Stati Uniti, oltre 6,50 dollari al gallone, e in Europa.La rete elettrica ucrainaDall’altra parte Mosca colpisce la corrente. Nella nota di lunedì il ministero della Difesa russo rivendica, oltre alla sottostazione nella regione di Kharkiv, infrastrutture energetiche e portuali e navi usate dai militari ucraini. A Kharkiv, seconda città del Paese a una trentina di chilometri dal confine russo, un attacco di droni ha ucciso una persona e ne ha ferite sei; veicoli e un edificio amministrativo sono andati a fuoco, ha detto il sindaco Ihor Terekhov.Tra il 30 settembre e il 1° ottobre la Russia aveva lanciato l’attacco combinato più massiccio alla rete elettrica ucraina dalla fine della scorsa stagione del riscaldamento: 7 morti, tra cui un bambino, e blackout d’emergenza a Kiev e in altre regioni. «Dall’estate non c’è quasi stato un giorno senza attacchi alla nostra infrastruttura energetica», ha scritto su X il premier Sergii Koretskyi.Con il fronte di 1.200 chilometri sostanzialmente fermo, la guerra si decide sempre più sull’energia dell’avversario: Kiev colpisce il carburante che muove i mezzi russi, Mosca la corrente che riscalda le case ucraine. L’inverno è alle porte e il ministero di Kiev non annuncia pause. «I nostri attacchi in profondità continuano a portare la guerra sul territorio russo», ha detto Khmara.