La Nato fissa tempi e attività con cui intende prepararsi all’impiego militare delle tecnologie quantistiche. La nuova Quantum technology roadmap traduce la strategia adottata nel 2023 in iniziative che vanno dalla sperimentazione sul campo alla protezione delle comunicazioni. L’obiettivo è rendere l’Alleanza “quantum-ready”, individuando le applicazioni più promettenti e riducendo allo stesso tempo i rischi che queste tecnologie possono creare per reti e infrastrutture.Dal laboratorio agli impieghi militariLa roadmap concentra l’attenzione su quantum computing, comunicazioni quantistiche e quantum sensing, tecnologie che presentano livelli di maturità differenti. Il primo passaggio sarà quindi individuare dove possano offrire un vantaggio concreto. La Nato prevede rapporti annuali sul loro sviluppo e un archivio degli use case militari e industriali, valutati per rilevanza strategica e fattibilità.A questa ricognizione si affiancheranno test e prototipi attraverso strutture come la Nato digital foundry e il Defence innovation accelerator for the North Atlantic (Diana). I primi rapporti sulle sperimentazioni sono attesi nel primo trimestre del 2027, mentre entro la fine dell’anno dovrebbero arrivare valutazioni comparative delle soluzioni testate.Sensori quantistici anche senza GpsTra le attività più concrete figurano i Questor sea trials, previsti tra il 2026 e il 2027 insieme al Centre for maritime research and experimentation. Le prove serviranno a sperimentare il quantum sensing in ambienti operativi realistici, con particolare attenzione a posizionamento, navigazione e sincronizzazione quando i sistemi globali di navigazione satellitare, Gnss, non siano disponibili.Sul fronte del calcolo, entro la fine del 2027 la Nato punta invece a sviluppare il concetto di una “Allied quantum computing access network”, attraverso cui gli Alleati potrebbero accedere alle capacità di quantum computing.La protezione delle comunicazioniLa roadmap affronta anche i rischi associati allo sviluppo del quantum. La Nato sta già lavorando all’adozione di standard di crittografia post-quantistica, mentre entro il secondo trimestre del 2027 il Nato industrial advisory group dovrà valutare il livello di preparazione dell’industria rispetto alle soluzioni quantum-resistant.Nello stesso quadro rientra il Quantum zero beacon project. L’iniziativa punta a creare entro la fine del 2027 un collegamento pilota tra il quartier generale della Nato a Bruxelles e lo Shape a Mons, per testare comunicazioni resistenti alle minacce quantistiche. Una roadmap complessiva per la standardizzazione è invece prevista nel 2029.Dalla sperimentazione alle capacitàL’attuazione coinvolgerà Allied command transformation, Allied command operations e la Nato communications and information agency, insieme agli strumenti dedicati all’innovazione come Diana e il Nato innovation fund. La roadmap prevede anche programmi di formazione e un coinvolgimento continuativo di industria e mondo accademico.La Nato distingue però tra sperimentazione e capacità già disponibili. Questa prima roadmap si concentra soprattutto sull’individuazione degli impieghi e sui test. Le versioni successive dovranno spostare maggiormente l’attenzione sullo sviluppo e sull’adozione operativa, sulla base dei risultati ottenuti nei prossimi anni.