Il nuovo piano presentato da Electrolux al ministro delle Imprese e del Made in Italy prevede il ritiro dei licenziamenti unilaterali da parte dell’azienda, a fronte di un piano di incentivazione volontaria fino a 600 impiegati e 650 operai in tre anni. Non solo, Eletrcolux avrebbe presentato un piano investimenti da 90 milioni di euro, oltre che un progetto di reindustrializzazione e riqualificazione del personale per quanto riguarda lo stabilimento marchigiano di Cerreto d’Esi.Ciriani: “L’azienda ritira un piano inaccettabile, aperta nuova fase”Una mossa accolta con favore dal governo. “Nel corso del tavolo di oggi è stato registrato un notevole passo in avanti sulla vicenda Electrolux”, ha commentato Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento. “Grazie al lavoro del governo come prima cosa l’azienda ha ritirato il piano che prevedeva più di 1700 licenziamenti e in prospettiva un rischio altissimo di delocalizzazione o ancora peggio di vendita degli stabilimenti, compreso quello di Porcia. Questo per noi era inaccettabile perché configurava un disastro sociale”, ha aggiunto. “Il nuovo piano, che per il momento accogliamo con favore, invece si incentra su uscite volontarie e incentivate da realizzare in tre anni. Il mio impegno personale, come quello del governo, è mantenere Porcia centrale nelle prospettive di Electrolux. Il prossimo obiettivo è chiudere l’accordo con l’azienda entro la fine di ottobre, l’attenzione resta comunque altissima per tutelare al meglio i lavoratori e la prospettiva industriale del bianco”, ha concluso il ministro. Urso: “Si apre fase nuova, ora uniti verso piano rilancio duraturo”Il Mimit in una nota ha spiegato gli esiti del tavolo odierno: “Nessuno stabilimento chiuso, un percorso di reindustrializzazione per il sito di Cerreto d’Esi, il ritiro dei licenziamenti unilaterali, un piano di incentivazione alle uscite volontarie nell’arco di tre anni, il ricorso agli ammortizzatori sociali e una nuova proposta di investimenti a sostegno della transizione industriale. Sono questi gli elementi di novità che Electrolux ha illustrato al tavolo nazionale presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, svoltosi a Palazzo Piacentini alla presenza dell’azienda, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria, delle Regioni e dei Comuni sedi degli stabilimenti del gruppo. Presenti al tavolo nazionale anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e il sottosegretario di Stato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto”. “Finalmente si apre una nuova fase. Quello compiuto oggi è un passo nella giusta direzione”, ha dichiarato Urso. “Ora serve la responsabilità di tutti per migliorare e definire entro il prossimo tavolo conclusivo del 29 ottobre una soluzione condivisa, capace di assicurare una prospettiva chiara e duratura per il futuro di tutti i siti produttivi e di garantire la salvaguardia dei lavoratori”, ha aggiunto.Uil-Uilm: “Serve accordo su sito Cerreto e ridurre numero esuberi” “Sarà pur vero che hanno ritirato la minaccia di licenziamenti unilaterali, ma per arrivare ad un accordo bisogna salvare la fabbrica di Cerreto d’Esi e ridurre il numero degli esuberi che a ben vedere ammontano ancora a 1.385. Per sperare in un’intesa sarà determinante un contributo del Governo sulla competitività di un settore, quello degli elettrodomestici, che oggettivamente versa in stato di grande difficoltà”. È quanto hanno dichiarato la segretaria confederale della Uil, Vera Buonomo, il segretario generale della Uilm, Davide Sperti, e il segretario nazionale della Uilm, responsabile del settore elettrodomestici, Gianluca Ficco, al termine dell’incontro tenutosi oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy presieduto dal ministro Urso.“Electrolux ha parzialmente modificato il suo piano, portando la produzione complessiva prevista a 3,1 milioni annui di elettrodomestici, e riducendo gli esuberi a 1.250, di cui 650 operai e 600 impiegati, a cui però vanno aggiunti i 135 lavoratori a termine il cui contratto verrebbe fatto scadere, nonché in verità i 90 già scaduti e gli 80 nel frattempo usciti di propria volontà. C’è la disponibilità di Electrolux a smaltire gli esuberi in tre anni con cassa integrazione e con uscite incentivate volontarie, o più precisamente – hanno specificato Buonomo, Sperti e Ficco – basate sul principio della non opposizione”. “Quanto allo stabilimento di Cerreto d’Esi, Electrolux purtroppo, conferma la decisione di chiusura, con una disponibilità al momento generica di favorire un processo di reindustrializzazione. Sembra infine accantonata, o forse rinviata a un momento successivo, la dura discussione sulla organizzazione del lavoro e le cadenze. Con questo quadro ancora assai amaro – hanno concluso i sindacalisti della Uil – stride la pretesa della multinazionale di arrivare a un accordo entro il mese di ottobre”.Fiom: “Ritirati licenziamenti unilaterali, ora si può davvero contrattare”La Fiom parla di cambio di passo importante. “La lotta che abbiamo messo in campo in questi mesi con le lavoratrici e i lavoratori ha centrato l’obiettivo del rispetto della dignità. Il ritiro dei licenziamenti unilaterali da parte di Electrolux è sicuramente un cambio di passo importante, sostituito da uscite incentivate e volontarie nei prossimi tre anni nel nuovo piano proposto dall’azienda. Nello specifico l’azienda ha presentato una nuova proposta di piano che prevede uscite incentivate e volontarie per un massimo di 600 impiegati e 650 operai in tre anni, quindi 1250 in totale. Mentre, su Cerreto D’Esi sarà avviato un percorso di reindustrializzazione senza interrompere la produzione nel sito”, hanno dichiarato in una nota congiunta Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil e Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico. “Per la Fiom-Cgil elementi essenziali per poter arrivare ad un eventuale accordo con l’azienda e il Governo sono: il mantenimento della struttura occupazionale, di ricerca sviluppo e manifatturiera di Electrolux. Per Cerreto D’Esi è quindi fondamentale garantire la continuità occupazionale e produttiva nella fase di riorganizzazione e reindustrializzazione. Inoltre, è necessario l’utilizzo di nuovi strumenti come i contratti di sviluppo o il sostegno alla riduzione dell’orario di lavoro e la formazione per le lavoratrici e i lavoratori. Il processo di transizione deve prevedere anche un percorso di rigenerazione occupazionale, sostituendo chi esce volontariamente con nuove assunzioni. Nel piano di Electrolux per l’Italia occorre prevedere anche il rafforzamento degli investimenti”, aggiunge De Palma e Tibaldi. “La risoluzione positiva della vertenza Electrolux è importante per la garanzia dell’occupazione nel settore dell’elettrodomestico e del sistema industriale del nostro Paese nel suo complesso. Nel prossimo incontro del 29 ottobre approfondiremo gli elementi del piano proposto da Electrolux a partire dalle nostre osservazioni”, concludono i sindacalisti.Questo articolo Electrolux, l’azienda ritira i licenziamenti: cosa prevede il nuovo piano presentato al Mimit proviene da LaPresse