Iran, le sanzioni Usa non fermano le compagnie aeree: i jumbo volano ancora in Cina e Turchia

Wait 5 sec.

TEHERAN — «Tutte le compagnie aeree iraniane saranno spente in tutto il mondo». Lo ha promesso Scott Bessent, segretario al Tesoro americano, alla rete tv CNBC il 21 settembre, due giorni prima dell’entrata in vigore del bando: chi rifornisce di carburante, assiste a terra o vende biglietti per un aereo iraniano, ha avvertito, «sarà tagliato fuori dal sistema del dollaro». Due settimane dopo, un Boeing 747 continua a collegare Teheran con il Sud-est asiatico, come documenta il New York Times.Il jumbo è il caso più vistoso, non il solo. I voli internazionali dall’aeroporto Imam Khomeini, lo scalo della capitale, sono scesi da una media di 91 a 53 al giorno dopo il 23 settembre, un calo del 42 per cento secondo i dati del sito di tracciamento FlightRadar24 elaborati dall’Agence France-Presse, che non contano gli aerei in volo con il transponder spento. Le sanzioni hanno quasi dimezzato il traffico; non lo hanno fermato.L’atto che Bessent ha difeso in televisione risale a inizio settembre. Il Tesoro ha designato 27 compagnie aeree iraniane, più una rete di società di comodo e intermediari esteri legati a Mahan Air, e ha revocato tre autorizzazioni aeronautiche, compresi i sorvoli. Il comunicato promette «conseguenze severe» a chi fornisce «ancore di salvezza finanziarie al regime iraniano»; il pacchetto rientra nell’operazione che il Tesoro ha battezzato «Economic Outcast», aperta il 24 agosto con le misure settoriali.Teheran ha risposto con la normalità degli orari. Majid Akhavan, portavoce dell’Organizzazione dell’aviazione civile iraniana, ha detto all’emittente di Stato Press TV che «nessun volo internazionale delle compagnie iraniane è stato cancellato». Iran Air ha fatto sapere di non aver ricevuto da Turchia, Azerbaigian e Iraq alcun ordine di sospendere i collegamenti con Istanbul, Baku e Najaf. Sabato 26 settembre lo scalo Imam Khomeini ha confermato i voli per Turchia, Malaysia, Cina, Pakistan, Vietnam e Afghanistan.Tra lo zero annunciato a Washington e il «tutto regolare» di Teheran, i tracciati radar raccontano una terza cosa: un bando che morde a macchie, forte nel Golfo e nel Caucaso, debole verso est.Le piste che chiudonoIl primo giorno, 23 settembre, dallo scalo di Teheran sono partite decine di aerei verso Bangkok e Phuket, Shanghai e Kabul; Istanbul da sola contava 24 voli. Tutti operati da compagnie iraniane, da Iran Air a Caspian Airlines: i vettori stranieri, che già non volavano sull’Iran dalla riapertura dello spazio aereo dopo gli attacchi americani e israeliani di fine febbraio, hanno in larga parte obbedito.Nei giorni successivi la mappa si è svuotata. Azzerati i collegamenti con Georgia, Oman e Azerbaigian. Dubai ha accolto tre voli per direzione il 23 settembre, poi più nulla: gli Emirati hanno dichiarato di applicare il divieto americano. L’Iraq ha chiuso dal 25 settembre, ma il ministero dei Trasporti di Baghdad ha annunciato il 29 che Washington ha autorizzato il vettore nazionale iracheno a volare da ottobre su Najaf, la città santa sciita meta dei pellegrini iraniani.Altrove il traffico regge. La Cina è ferma a 8 voli al giorno, come prima del bando. La Turchia ha perso il 19 per cento ma resta la rotta più battuta, con i disagi raccontati dai passeggeri. Seguono Armenia, Russia, Afghanistan, Pakistan, Thailandia, Tagikistan, Vietnam, Malaysia e Qatar. Mahan Air non vola in Turchia dal 20 settembre; Caspian Airlines ha invece aumentato le frequenze su Istanbul.Pechino ha preso posizione dopo l’avvertimento di Bessent ai Paesi che forniscono carburante, credito o servizi ai vettori iraniani: il ministero degli Esteri cinese ha criticato misure «unilaterali» prive di un mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Il 24 agosto, il giorno in cui partiva l’operazione del Tesoro, un Boeing 747-200 di Iran Air sostava sul piazzale cargo dell’aeroporto di Macao, in Cina.Il Tesoro americano non ha replicato alla ricostruzione del New York Times. Il tabellone dell’Imam Khomeini segna ancora 53 voli internazionali al giorno. Prima del bando erano 91; Bessent ne aveva promessi zero.