Italia-Turchia 3-1 in Nations League, oggi la decisione su Malagò commissario della Figc

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 La settimana cruciale per il calcio italiano si apre con la vittoria della Nazionale di Mancini sulla Turchia a Bologna per 3-1 in Nations League, mentre oggi si conoscerà il destino di Giovanni Malagò destinato a passare da presidente a commissario della Figc. In un Dall’Ara tutto esaurito (30.040 spettatori per 837.682 euro di incasso) Mancini cambia nove undicesimi della formazione. In porta confermato il capitano Donnarumma; in difesa si rivede Di Lorenzo a destra al posto di Kayode, Mancini per Scalvini al centro con Bastoni, Ruggeri a sinistra al posto di Calafiori; tutto nuovo il centrocampo con il ct che ripropone Romano in cabina di regia, Barella e Doumbia le due mezzali; rivoluzionato anche il tridente offensivo composto da Scamacca, Maldini e Vergara. In panchina, pronto all’esordio, c’è anche Inacio. ⏱️ 𝐑𝐈𝐒𝐔𝐋𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐅𝐈𝐍𝐀𝐋𝐄🇮🇹🇹🇷 #ItaliaTurchia 3️⃣-1️⃣26’ Scamacca; 61’ Simsir; 64’ Calafiori; 87’ F.P. Esposito#NationsLeague#Nazionale #Azzurri #VivoAzzurro https://t.co/aGJW0ruxZ3— Nazionale Italiana ⭐️⭐️⭐️⭐️ (@Azzurri) October 5, 2026La partitaDopo un inizio complicato, con Donnarumma costretto anche ad un paio di parate, l’Italia sblocca il risultato alla prima occasione con Scamacca. L’attaccante dell’Atalanta vince un duello in area, su cross di Di Lorenzo, e con un destro potente e preciso fulmina il portiere turco sotto la traversa. Nel secondo tempo un provvidenziale salvataggio di Mancini, su colpo di testa di Simsir, fa suonare il campanello d’allarme. I turchi trovano così il pareggio allo scoccare dell’ora di gioco proprio con Simsir su assist dello juventino Celik deviato da Elmali. Per fortuna ci pensa Calafiori poco dopo a riportare avanti l’Italia, con un colpo di testa su cross di Barella su punizione. In un finale sofferto ci pensa ancora un grande Donnarumma a blindare tre punti fondamentali per il cammino in Nations League, prima del gol del definitivo 3-1 del solito Pio Esposito. L’Italia è ora seconda nella classifica del Gruppo 1 dietro la Francia, ma davanti al Belgio. Riccardo 🙌#ItaliaTurchia #NationsLeague#Nazionale #Azzurri #VivoAzzurro https://t.co/x9vLXb5xgO— Nazionale Italiana ⭐️⭐️⭐️⭐️ (@Azzurri) October 5, 2026Oggi la Giunta Coni sul caso MalagòMa la partita più importante per il futuro del calcio italiano si gioca domani mattina, quando la Giunta del Coni sarà chiamata a decidere sul caso del mancato tesseramento di Giovanni Malagò e il relativo commissariamento della Figc. L’esito potrebbe risolversi con un colpo di scena che indirizzerebbe il voto evitando di spaccare la stessa Giunta tra favorevoli e contrari a Malagò. Secondo quanto appreso da LaPresse, il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e il numero uno della Figc Malagò, si incontreranno domani mattina prima della Giunta. L’ultimo di numerosi incontri e confronti che ci sarebbero stati tra i due in questi ultimi venti giorni. Ma forse quello decisivo. Oggetto del vis a vis, l’ipotesi sul tavolo di proporre alla Giunta lo stesso Malagò commissario della Federcalcio. Un’ipotesi che da un lato consentirebbe al Coni di rispettare i suoi obblighi ed evitare a sua volta il commissariamento del Comitato di Buonfiglio da parte del governo, dall’altra sarebbe una soluzione per mantenere al timone fino a nuove elezioni lo stesso Malagò, regolarmente eletto e ora a rischio per una questione formale neanche di sua diretta responsabilità. L’unica cosa certa è che l’eventualità di un commissariamento non piace alla Lega Serie A, sostenitrice di Malagò al momento dell’elezione, ritenendo l’istituto del commissariamento “del tutto inopportuno, anche perché potrebbe condurre nel caos il calcio, in una fase delicatissima”. La Giunta arriverà a decidere dopo una battaglia a suon di pareri legali, richiesti sia dal Coni che dalla Federazione e arrivati nei giorni scorsi per essere analizzati. Il Comitato Olimpico si è affidato a quattro saggi giuristi e tutti gli avvocati ritengono il tesseramento un “requisito indispensabile” per la candidatura, tra i quali spicca quello di Franco Gaetano Scoca, 91 anni, professore emerito di Diritto Amministrativo alla Sapienza, secondo il quale “l’elezione del non tesserato è invalida”. Il mancato tesseramento di Malagò non costituisce invece una “grave violazione dell’ordinamento sportivo” tale da comportare il commissariamento della stessa federazione, è in sintesi il parere dell’avvocato Bernardo Giorgio Mattarella, figlio del Presidente della Repubblica e ordinario di diritto amministrativo direttore del corso di laurea in giurisprudenza alla Luiss Guido Carli. Il parere fa parte dei cinque che la Figc ha chiesto ad altrettanti luminari giuristi. “Non qualsiasi violazione o disfunzione giustifica il commissariamento, che è una misura eccezionale, da riservare a situazioni di particolare gravità”, ha sottolineato il figlio del presidente della Repubblica. Secondo il giurista, inoltre, l’ammissione della candidatura di Malagò, disposta dal Segretario Generale Figc Marco Brunelli con provvedimento del 14 maggio 2026, “non può essere contestata dal Coni a seguito di una segnalazione della Procura generale dello sport del 15 luglio 2026”. Sulla stessa falsariga, gli altri quattro giuristi interpellati dalla Federcalcio, Sabino Cassese, Antonio Nuzzo, Saverio Ruperto e Pietro Sirena. Ora la palla passa alla Giunta e ai suoi membri, nelle cui mani c’è il futuro del calcio italiano.Questo articolo Italia-Turchia 3-1 in Nations League, oggi la decisione su Malagò commissario della Figc proviene da LaPresse